Siria. Il punto di Robert Fisk: "I missili Usa sono destinati all'Iran"Tribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Siria. Il punto di Robert Fisk: “I missili Usa sono destinati all’Iran”

Come mai Obama è disposto anche da solo ad andare fino in fondo nell’attacco in Siria? Robert Fisk, giornalista britannico del “The Indipendent” non ha dubbi: il vero obiettivo è Teheran.

Come mai Obama e l’amministrazione americana sarebbero pronti ad andare in guerra anche da soli, a dispetto delle possibili clamorose conseguenze per il Medio Oriente? Robert Fisk, storico giornalista del The Indipendent ha le idee molto chiare a riguardo. Come riportato da Libre infatti Fisk ha dischiato: “Prima che la più stupida guerra occidentale nella storia del mondo moderno abbia inizio  potrebbe essere bene dire che i missili cruise, che fiduciosamente ci attendiamo che si scaglino su una delle città più antiche dell’umanità, non hanno assolutamente nulla a che fare con la Siria: sono destinati a danneggiare l’Iran“.  Per Fisk i missili che gli americani stanno per sparare sarebbero destinati in realtà a colpire Teheran “ora che ha un nuovo e brillante presidente proprio nel momento in cui potrebbe essere appena più stabile“. Fisk pensa anche di sapere come mai un raid proprio adesso: “Perché lo spietato esercito di Bashar al-Assad potrebbe essere proprio in procinto di vincere contro i ribelli che noi segretamente armiamo“. Fisk ha riportato come l’ingresso in guerra del libanese Hezbollah abbia inferto un colpo mortale ai ribelli con l’esercito regolare che ha ripreso Qusayr, snodo fondamentale, e starebbe per riprendere il controllo anche nelle zone a nord di Homs come peraltro ha spiegato in un servizio proprio sull’ “Indipendent” e ripreso da “Megachip”. “L’Iran è sempre più profondamente coinvolto nella protezione del governo siriano. Per questo motivo una vittoria per Bashar è una vittoria per l’Iran. E vittorie iraniane non possono essere tollerate dall’Occidente“, ha spiegato ancora Fisk. Insomma, scenari da Terza Guerra Mondiale sono sempre più concreti, ancor più che le cancellerie occidentali sembrano non comprendere le reali implicazioni di quello che potrebbe accadere dopo che Obama sgancerà le bombe contro Damasco.”Quando Israele ha ucciso fino a 17.000 uomini, donne e bambini in Libano nel 1982, in una invasione ipoteticamente provocata dal tentativo dell’Olp di assassinare l’ambasciatore israeliano a Londra, era in realtà il compagno di Saddam Abu Nidal ad aver organizzato l’uccisione, non l’Olp, l’America semplicemente si limitò a far appello a entrambe le parti affinché esercitassero “moderazione”“, ha attaccato ancora Fisk, ricordando come gli Stati Uniti siano stati permissivi quando Hafez al-Assad, padre di Bashar, aveva inviato suo fratello ad Hama per spazzare via migliaia di Fratelli Musulmani. Come mai ora la Casa Bianca sarebbe così sconcertata dalla sorte dei civili siriani?. Infine l’ultima amare considerazione di Fisk: “Il fatto di osservare i leader del resto del mondo arabo mentre applaudono a questa distruzione è forse la più dolorosa esperienza storica che la regione debba sopportare. E la più vergognosa. Se non fosse per il fatto che staremo attaccando i musulmani sciiti e i loro alleati al ritmo del battimani dei musulmani sunniti. Ed è ciò di cui la guerra civile è fatta“. 

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