Siria. Il sacrificio dei curdi contro l'Isis accende una speranza a KobaneTribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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Siria. Il sacrificio dei curdi contro l’Isis accende una speranza a Kobane

I combattenti curdi, tra cui molte donne, continuano eroicamente a difendere Kobane strada per strada. A dispetto dei proclami Ankara non sta facendo assolutamente niente per arrestare l’avanzata jihadista su Kobane, e i raid della Coalizione anti-Isis non sembrano servire a indebolire i miliziani. 

La propaganda curda dipinge la resistenza di Kobane all’avanzata dei jihadisti un pò come una Stalingrado del XXI secolo. La guerra è fatta anche di propaganda e i curdi sono rimasti gli ultimi ad opporsi sul terreno all’avanzata dell’Isis che, se dovessero conquistare Kobane, si assicurerebbero il controllo di gran parte del confine siro-turco. Del resto i bombardamenti anti-Isis della coalizione non possono servire in alcun modo ad arrestare migliaia di jihadisti fanatici che avanzano in ordine sparso nel deserto. Kobane comunque, proprio come Stalingrado, è già diventata il simbolo della resistenza curda all’Isis e fin quando resisterà sarà un simbolo di resistenza contro lo Stato Islamico. Qui in una disperata battaglia casa per casa giunge voce che una comandante curda si sia fatta saltare contro le postazioni dell’Isis, si tratta della prima donna kamikaze utilizzata contro lo Stato Islamico, che invece fa un uso massiccio di questa pratica in battaglia.  Qualche centinaio di combattenti curdi della Ypg (Unità di Protezione del Popolo) si sta opponendo all’avanzata di migliaia di guerriglieri e Ankara, nonostante a parole abbia detto di volersi impegnare a non far cadere Kobane, nella realtà non sta facendo assolutamente niente per impedirlo. In molti temono che la Turchia non sia così triste del fatto che lo Stato Islamico stia combattendo contro gli odiati curdi, e alcuni suggeriscono che stia temporeggiando apposta. Intanto circa 100.000 persone sarebbero rimaste a Kobane mentre altre decine e decine di migliaia hanno scelto al contrario di fuggire verso la Turchia temendo i massacri dello Stato Islamico in caso di sconfitta militare dei curdi. Proprio i curdi di Turchia hanno cercato in tutti i modi di superare il confine per recarsi a Kobane a difendere la città contro lo Stato Islamico ma le autorità turche starebbero facendo problemi e avrebbero utilizzato anche i lacrimogeni per disperdere la folla.

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