Siria. Il trionfo annunciato di Assad che irrita l'OccidenteTribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Siria. Il trionfo annunciato di Assad che irrita l’Occidente

Si è votato in Siria dove Bashar Al Assad si appresta a venire confermato come capo dello Stato per altri sette anni. Il risultato finale arriverà domani ma l’esito delle prime elezioni pluralistiche della Siria sembra essere scontato. Nessuno quattro anni fa avrebbe scommesso che Damasco avrebbe retto alla guerra civile. 

Si è votato in Siria e questo è un dato di fatto di fronte al quale è stato messo l’Occidente. Nessuno solo quattro anni fa avrebbe mai scommesso di rivedere Assad al potere saldamente dopo anni di guerra civile sanguinaria, eppure il popolo siriano si è recato comunque in massa alle urne in tutte le zone controllate dall’esercito, ovvero tutte le aree urbane dove vive la maggioranza dei cittadini siriani che ha deciso di rimanere a casa e di non fuggire nei paesi vicini. Si è comunque trattato delle prime elezioni pluralistiche dell’ultimo mezzo secolo in Siria, e per quanto i candidati in campo secondo molti fossero solo dei “burattini” coinvolti per accreditare la vittoria di Assad alle elezioni, è comunque un dato di fatto. Ovviamente l’Occidente grida alla farsa e lo fa assieme ai paesi del Golfo, paesi dove però le elezioni nemmeno esistono il che dovrebbe dirla lunga sul modo con cui ci si è troppo spesso approcciati alla questione siriana. Secondo il ministero degli Interni, che ha dato notizia di una “affluenza straordinaria“sarebbero circa 15 milioni (su un totale di 22) i siriani aventi diritto al voto. Chiaramente sono esclusi dal conteggio i milioni di cittadini siriani fuggiti all’estero o che vivono in zone controllate dai ribelli. Maher Hajjar e Hassan Nuri, sono gli unici due sfidati il cui destino appare comunque segnato dal momento che fanno parte di gruppi politici dal peso pressochè irrilevante nella politica interna siriana. Intanto la guerra sul campo continua senza esclusioni di colpi con l’esercito che ha ripreso a colpire le postazioni ribelli nei sobborghi di Damasco e anche a Daraya, Duma e Miha. Insomma dopo le elezioni la sensazione è che il governo degli Assad riceverà sostanzialmente un riconoscimento nazionale sufficiente a consentirgli di governare per altri sette anni, segnando così la sconfitta dei piani mirati a costruire una Siria senza di lui.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/61991706@N07/6231748925/”>fredmalm</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

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