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giovedì , 19 gennaio 2017
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Siria. Infuria la battaglia finale di Aleppo

Ad Aleppo è in corso ormai da giorni una battaglia senza precedenti tra ribelli ed esercito. Giovedì i ribelli avevano annunciato un attacco decisivo nella seconda città siriana, e ora sarebbero in corso scontri pesantissimi in tutte le zone della città.

Dopo diciotto mesi di combattimenti il conflitto siriano ora sembra essere giunto al suo acme. Ad Aleppo, seconda città per importanza della Siria, le forze dell’esercito avevano rioccupato quasi tutti i quartieri dopo l’offensiva ribelle di luglio. Giovedì i ribelli hanno però lanciato la più grande offensiva dall’inizio della guerra, proprio in concomitanza dell’annuncio americano di inviare altri 75 milioni di dollari all’opposizione siriana.  Da qualche ora ad Aleppo è in corso una battaglia totale e terribile che si dipana in vari quartieri e coinvolge diverse migliaia di combattenti. Secondo testimoni oculari in diversi quartieri sarebbero in corso senza sosta combattimenti casa per casa, e l’avanzata dei ribelli nel sud-ovest della città sarebbe stata interrotta dall’artiglieria dei lealisti.Quasi simultaneamente, l’esercito siriano ha lanciato un’offensiva contro i ribelli nell’area a nord di Damasco, con combattimenti nei sobborghi di Barzeh, Jubar e Qaboon e numerosi arresti. Intanto il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha rinnovato il mandato della Commissione investigativa indipendente che indaga sulle violazioni dei diritti umani. Da sottolineare il voto contrario di Russia e Cina (a cui si e’ aggiunta Cuba) alla risoluzione (approvata con 41 voti a favore) che esprime una “condanna con i termini piu’ severi del numero crescente di massacri in Siria” e per questo “chiede di rinnovare il mandato della Commissione“, per far si’ che questa “continui a documentare le gravi violazioni di diritti umani”. Oggi a New York intanto il segretario di Stato Usa Hillary Clinton annuncerà invece un aumento degli aiuti umanitari e all’opposizione armata.  Sempre gli Usa hanno fatto sapere che il regime siriano ha spostato alcune delle sue armi chimiche, ma i siti di stoccaggio sarebbero assolutamente sicuri. Appare chiaro che l’Occidente stia cercando di destabilizzare la Siria con ogni mezzo, e dopo quasi due anni di guerra Assad sembra ancora saldamente al suo posto e il suo esercito sembra ancora in grado di opporsi ai mercenari stranieri che continuerebbero ad arrivare dal confine con la Turchia.

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  1. L’attacco “decisivo” sembra perso ci sarà una rivincita?

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