Siria. Iran avverte i falchi Usa: "In caso di intervento, dure conseguenze"Tribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Siria. Iran avverte i falchi Usa: “In caso di intervento, dure conseguenze”

Si complica la questione “Siria” dopo che Usa e Gran Bretagna stanno seriamente pensando di intervenire militarmente contro Damasco a seguito del presunto attacco chimico avvenuto negli scorsi giorni, ignorando le accuse rivolte dal regime ai ribelli. Teheran però avverte: “Se passeranno la linea rossa, ci saranno conseguenze”.

Le cose stanno andando avanti velocemente in Siria. Prima l’attacco chimico nei sobborghi di Damasco, poi la prova muscolare di Barack Obama che ha seriamente minacciato l’intervento militare statunitense in Siria. E poco importa che ieri la Tv di Stato siriana abbia mostrato filmati di tunnel sotterranei abbandonati dai ribelli pieni di agenti chimici “Made in Arabia Saudita”, sembra quasi che Obama abbia deciso che siano stati i lealisti di Assad perchè gli fa comodo pensarla così. Ieri Obama ha sentito telefonicamente David Cameron, e i due hanno confermato la necessità di una “seria risposta dalla comunità internazionale“. Obama e Cameron sostengono che l’attacco chimico sarebbe stato troppo su larga scala per essere dei ribelli, ma questa accusa è del tutto inconsistente dal momento che diversi paesi danno da mesi armi di ogni genere ai ribelli. Come se non bastasse Iran e Russia hanno detto di avere le prove che i missili siano stati sparati da postazioni ribelli, ma è come se Obama fingesse di non aver sentito nulla di simile. Il fatto che il presidente Assad non abbia cooperato con l’Onu suggerisce che il regime ha qualcosa da nascondere“, si legge in una nota di Downing Street.  Una sorta di commedia dell’assurdo dal momento che proprio Assad aveva appena accettato di far entrare gli ispettori delle Nazioni Unite in Siria proprio per verificare l’uso di armi chimiche sul territorio. Per quale motivo accoglierli con una strage di civili inutile con gas nervino? 

I falchi Usa però sono già partiti e puntano ormai la Siria con il Pentagono che si è detto pronto ad attuare le opzioni militari, nel caso in cui il presidente scegliesse di esercitare una di queste. Lo ha confermato il segretario alla Difesa americano Chuck Hagel: “Il presidente Obama ha chiesto al dipartimento della Difesa  di preparare opzioni per tutte le emergenze. Lo abbiamo fatto e siamo preparati a esercitare qualsiasi opzione“. Teheran però ha voluto rispondere alla prepotenza americana, e lo ha fatto annunciando dure conseguenze in caso di intervento militare americano in Siria: “L’America conosce le delimitazioni della linea rossa sul fronte siriano, se Washington le supera ci saranno serie conseguenze per la Casa Bianca“, ha detto il comandante delle forze armate siriane Massoud Jazayeri e vice capo dello Stato maggiore. Intanto, il segretario di Stato americano, John Kerry ha avuto un colloquio telefonico con il collega siriano Walid al-Muallem. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato americano, il capo della diplomazia Usa ha detto che “se il regime siriano non ha nulla da nascondere dovrebbe autorizzare un accesso immediato e senza ostacoli” al sito vicino Damasco in cui sarebbe avvenuto l’attacco. Secondo la Tv iraniana Press Tv, Muallem avrebbe parlato di continui contatti tra il ministero degli Esteri iraniani e il governo di Damasco, assicurando che il governo siriano consentirà l’accesso al sito agli ispettori Onu in una conversazione con il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. “Ci hanno assicurato che non sono mai state usate armi chimiche e che c’è la disponibilità a una piena cooperazione con le Nazioni Unite per il controllo e le verifiche nelle zone interessate“. Kerry, da parte sua, ha avuto colloqui telefonici anche con i colleghi di Arabia Saudita, Giordania e Turchia.

A dir poco allucinante invece la posizione di Israele che, come al solito, si è dichiarato “pronto a difendersi”. Peccato che Israele finora abbia ben tre volte lanciato missili in territorio siriano in barba a ogni norma internazionale, senza però che nulla fosse fatto contro Tel Aviv nè da Damasco, nè dalla comunità internazionale.Ciò che succede in Siria è una tragedia e un crimine orribile” ha spiegato il premier Benyamin Netanyahu aggiungendo che questo “non può continuare. Ai regimi più pericolosi vanno proibite le armi più pericolose. Ci aspettiamo questo stop. Noi siamo pronti. Sapremo sempre come difendere noi stessi“.Peccato che Israele dia per scontato che i regimi vengano considerati “pericolosi” quando vanno contro gli interessi di Israele e Stati Uniti..

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