Siria. Israele colpisce obiettivi a Damasco, rischio guerra concreto | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Siria. Israele colpisce obiettivi a Damasco, rischio guerra concreto

Gravissimo incedente in Siria dove alcuni aerei militari israeliani avrebbero colpito un centro di ricerche militari e un convoglio di missili in territorio siriano. Si tratta di una deliberata azione di guerra commessa ai danni di uno Stato sovrano, e ora il rischio di una escalation è concreto.

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La situazione in Medio Oriente rischia di andare velocemente fuori controllo. Mentre tutti i giornali occidentali continuano ormai da mesi a distorcere la realtà di quello che sta accadendo in Siria, secondo alcune voci confermate degli aerei militari israeliani avrebbero colpito obiettivi in territorio siriano. Si tratta di un fatto gravissimo che potrebbe allargare la guerra a livello regionale, con conseguenze potenzialmente devastanti anche per la pace mondiale. A largo delle coste siriane infatti si trovano diverse navi da guerra russe, e l’attacco di Israele si configura come una vera e propria violazione della sovranità di Damasco, per questo teoricamente sanzionabile agli organi internazionali. Secondo le accuse di Damasco, il raid israeliano avrebbe avuto come obiettivo un centro di ricerche militari e un convoglio di armi al confine con il Libano. Il centro di ricerche colpito  sarebbe quello di Jamraya, nei pressi della capitale siriana. “I jet israeliani hanno violato il nostro spazio aereo all’alba di oggi e hanno effettuato un attacco diretto contro un centro di ricerche scientifiche per testare il nostro livello di difesa e resistenza”, ha dichiarato in un comunicato il comandante dell’esercito siriano secondo l’agenzia Sana. Per il momento Tel Aviv non ha voluto ancora commentare, ma di fatto Israele è in stato di massima allerta ormai da ore.  Il timore è quella di una reazione da parte della Siria, a questo punto probabile e anche, per certi versi, parzialmente giustificata. A Damasco però non converrebbe nell’immediato aprire un fronte con Israele, dal momento che è ancora alle prese con le rivolte interne, peraltro finanziate da Arabia Saudita, Turchia, Qatar, e secondo voci anche da Israele. Il timore vero di Tel Aviv sarebbe quello che, una volta crollato il governo di Damasco, armi pericolose possano finire nelle mani di Hezbollah, i fidi alleati libanesi di Assad. Ora però Damasco non ha ancora capitolato, anzi sul campo le forze dell’esercito regolare nelle ultime settimane sembrano aver consolidato le proprie posizioni. Ecco che quindi l’attacco avventato e sconsiderato di Israele potrebbe scatenare una reazione da parte dell’esercito siriano, che ora dispone degli armamenti consegnati da Mosca: moderni Scud D, missili da crociera e batterie antiaeree di vario tipo, micidiali fino a 50 chilometri di distanza e da una quota minima di 25 metri fino ad una massima di 25 mila. Intanto però la paura di una escalation è diventata reale, e il capo dell’intelligence israeliano si sarebbe già recato a Washington, mentre al confine con il Libano sono state dislocate due batterie di anti-aerea “Iron Dome”, Cupola di ferro. Ma a Damasco dicono di avere le prove che agenti israeliani si sarebbero già da tempo infiltrati in territorio siriano per effettuare dei sabotaggi, proprio per evitare a detta di Tel Aviv, che armi raggiungano il Libano. E mentre tutti attendono con i nervi tesi di vedere se Assad ordinerà a o meno una rappresaglia, il timore che a Mosca avessero previsto tutto inviando armi a Damasco emerge concreto. Cosa succederà nei prossimi giorni? e soprattutto come mai Israele ha attaccato proprio ora? Questo può solo voler dire una cosa: probabilmente i ribelli siriani stanno cedendo terreno, e se dovesse scatenarsi una guerra, quasi impossibile che l’Iran non venga coinvolta.

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