Siria. Israele ha paura di Al Qaeda: "meglio che Assad non cada"Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Israele ha paura di Al Qaeda: “meglio che Assad non cada”

Secondo diversi consiglieri di sicurezza israeliana se Assad dovesse perdere in Siria sarebbe un autentico dramma per la sicurezza globale. 

Un attacco militare mirato per impedire ad Assad vincere, ma non per rovesciarlo. Parola di Yaakov Amidror, consigliere per la sicurezza del premier israeliano Benjamin Netanyahu,che ha portato questo messaggio anche agli Stati Uniti nel corso di una riunione con la parigrado americana Susan Rice cui hanno partecipato diversi analisti militari dei due paesi. Anche Israele quindi non sembra più convinto di favorire la vittoria dei cosiddetti ribelli contro il governo di Damasco. A Tel Aviv infatti sembrano aver capito che al momento non ci sarebbero soluzioni positive per la crisi siriana, a differenza di quello che pensano al Pentagono.  Efraim Inbar direttore del centro Begin-Sadat, ha citato una valutazione dell’intelligence israeliana secondo cui ci sarebbero in Siria qualcosa come 10.000 combattenti jihadisti globali. Israele ha quindi confermato tutte le accuse lanciate da Damasco alla comunità internazionale di favorire l’esodo di terroristi islamici ed estremisti verso la Siria. Questi uomini sarebbero tutti riconducibili ad Al Qaeda o ai Fratelli Musulmani e sarebbero gruppi terroristici completamente fuori controllo. E’ chiaro che un bombardamento teso a disarticolare il governo di Damasco e a distruggere l’esercito finirebbe per favorire i terroristi islamici con conseguenze disastrose anche per la sicurezza di Israele. È stato l’ex capo del Mossad, Efraim Ha-Levy, ad affermare in un’intervista televisiva che “Assad non deve cadere”, esprimendo i pareri prevalenti nell’establishment della sicurezza israeliana, ma l’interventismo americano ha sorpreso anche lui. Viceversa Israele te me anche Assad in quanto se dovesse uscire vincitore la Siria diventerebbe un successo strategico per l’Iran, il vero spauracchio di Israele. Sono tali valutazioni che spiegano perché Gerusalemme è in favore di un’azione militare limitata, finalizzata a “punizione e deterrenza” di Assad evitando però di indebolire il regime del Baath fino a farlo cadere. Insomma Israele vorrebbe un attacco più simile a quello avvenuto nell’agosto del 1998, quando Clinton aveva ordinato di colpire Afghanistan e Sudan dopo gli attacchi di Al Qaeda contro le ambasciate Usa in Africa Orientale. Ecco quindi che gli Stati Uniti si apprestano a cercare di eliminare tutte le armi più pericolose di cui dispone l’esercito siriano: armi chimiche, missili Scud, aerei, e sistemi missilistici.Si tratta di armamenti forniti quasi esclusivamente dalla Russia, a partire dalla metà degli Anni Settanta e periodicamente ammodernati, che consentono ad Assad di respingere colpo su colpo contro i ribelli. Ma sono anche le armi più pericolose che potrebbero cadere nelle mani dei ribelli jihadisti in caso di dissoluzione del regime. Insomma, Tel Aviv vorrebbe continuasse la guerra tra i suoi mortali nemici, assistendo paziente al loro dissanguamento.

 VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top