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martedì , 28 marzo 2017
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Siria. La battaglia per Damasco è cominciata

Ieri è cominciata la “battaglia” di Damasco. Gruppi di miliziani ribelli armati si sarebbero infiltrati nella notte nella capitale siriana per poi sparare su polizia e militari, in modo simile a quanto accaduto a Tripoli la scorsa estate. Le forze armate di Assad avrebbero però circondato le postazioni ribelli e rimarrebbero padrone della situazione.

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La battaglia per Damasco è ufficialmente cominciata. Quello di oggi è il secondo giorno di pesanti scontri a Damasco tra miliziani dell’Esercito Libero e forze armate siriane. Secondo la corrispondente di RT, Maria Finoshina, a Damasco la situazione sarebbe comunque ancora sotto controllo, e non si potrebbe ancora parlare di “battaglia finale” in quanto le forze armate siriane sarebbero ancora in pieno controllo della situazione. Esplosioni e raffiche di mitra comunque continuano a risuonare per le strade della città, e le sirene delle autoambulanze rompono la solita routine quotidiana della capitale siriana. Blindati dell’esercito si sono piazzati a difesa di tutti i punti sensibili, e migliaia di soldati armati di armi automatiche e appoggiati da elicotteri stanno cercando di ricacciare i ribelli lontano dai quartieri residenziali di Midan, Qabun, Aassali, Hajar Al-Aswad e Qadam. Proprio nella notte le forze armate di Assad hanno attaccato duramente questi quartieri, non lontano dal centro della capitale, e avrebbero causato perdite molto pesanti ai ribelli. Secondo testimonianze dirette, le raffiche si sarebbero sentite fin dalla centralissima piazza Sabah Bahrat, dove ha sede tra l’altro il palazzo che ospita la Banca Centrale, e subito dopo l’attacco la città è stata attraversata di corsa da agenti delle forze di sicurezza, muniti di armi automatiche.Anche il resto della capitale siriana è stato teatro di violentissimi combattimenti tra i disertori del Libero Esercito Siriano e le truppe lealiste, appoggiate da elicotteri d’assalto. Dal quartiere centrale di al-Midan, attaccato da ieri con le autoblindo, si è levata verso il cielo una vasta colonna di fumo. Nelle ultime ore, le forze di sicurezza e l’esercito siriano hanno anche bloccato agli abitanti dei villaggi che circondano la città l’ingresso a Damasco, e resta bloccata resta la strada che da Daraa, nel sud, porta verso la capitale. Secondo testimoni oculari, i posti di blocco a partire da oggi avrebbero isolato anche il Rif, la provincia che circonda la città. Fortunatamente le autorità siriane hanno riaperto oggi la strada per l’aeroporto di Damasco, che era stata chiusa ieri per alcune ore. Secondo la corrispondente di RT comunque non si tratterebbe affatto di combattimenti aspri come quelli verificatisi nei giorni scorsi a Douma, centro a 14 km dalla Capitale.  La tattica dell’esercito siriano sarebbe sostanzialmente quella di circondare le postazioni ribelli lasciando loro un corridoio di fuga. Il piano è quello di indirizzarli nelle zone meno popolose, e qui ingaggiare combattimenti senza alcuna precauzione per i civili.  Secondo alcuni analisti i ribelli avrebbero provato a realizzare un piano simile a quello di Tripoli, quando i ribelli riuscirono nottetempo a infiltrarsi nella città per poi sparare sulle forze di sicurezza fedeli a Gheddafi. In questo caso però i ribelli avrebbero trovato di fronte un esercito ancora efficace e ben armato, e soprattutto una popolazione assolutamente non tutta sfavorevole ad Assad, di conseguenza si prevede una recrudescenza degli scontri nelle prossime ore e una possibile controffensiva su larga scala dell’esercito siriano.

 

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