Siria. La Casa Bianca autorizza piano segreto pro-ribelli | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Siria. La Casa Bianca autorizza piano segreto pro-ribelli

Barack Obama avrebbe firmato un ordine segreto che permetterebbe alla Cia e ad altre agenzie americane di sostenere attivamente i ribelli anti-Assad. Lo ha riferito una fonte interna al governo Usa alla Reuters.

Il presidente americano Barack Obama avrebbe firmato un ordine segreto che autorizzerebbe la Cia e altre agenzie americane a supportare in modo attivo le bande di ribelli che si oppongono al governo di Damasco. A dare l’ordine sarebbe stato Obama in persona all’inizio di quest’anno, e secondo le indicazioni del presidente gli Stati Uniti sarebbero anche autorizzati a collaborare con il centro di comando segreto gestito dalla Turchia e dai suoi alleati a cento chilometri dal confine siriano.  L’amministrazione di Obama del resto non ha mai cercato di nascondere il suo appoggio indiscriminato ai ribelli siriani, e non più tardi di mercoledì scorso il  Dipartimento di Stato ha detto di aver assegnato un totale di oltre 25 milioni di dollari all’opposizione siriana per “assistenza non letale“. Alcuni di quei soldi, secondo un funzionario Usa, sono stati chiaramente destinati all’acquisto di dispositivi di comunicazione radio criptati. Washington in totale ha già versato ben 64 milioni di dollari nelle tasche dell’opposizione siriana, ufficialmente classificandoli come “aiuti umanitari per il popolo siriano”. Un anno fa Obama aveva stretto un accordo analogo con l’opposizione libica, versando milioni di dollari al Cnt per rovesciare Muammar Gheddafi. Mercoledì inoltre, il Tesoro americano ha confermato di aver concesso l’autorizzazione al rappresentante americano presso l’esercito libero siriano di condurre operazioni finanziarie per conto dell’opposizione siriana. Insomma, la Casa Bianca avrebbe autorizzato azioni sotto copertura americane a favore dei ribelli, e questa notizia viene resa pubblica mentre ad Aleppo ancora infuriano pesanti combattimenti tra ribelli e governativi. Al momento sono migliaia le persone che hanno già lasciato la città, e Damasco e l’esercito libero continuano a rilasciare notizie contrastanti sull’esito della battaglia e sul controllo del territorio.  Intanto si continua però a combattere, ad Aleppo come a Homs, e la sensazione è quella di un conflitto di lunga durata. L’unica certezza è che qualsiasi sarà la parte vincitrice rischia di ottenere il controllo di un Paese disastrato. E forse l’obiettivo di Usa e Occidente, in fondo, era proprio questo.

 

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