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giovedì , 27 luglio 2017
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Siria. La Cia fornisce armi e logistica ai ribelli

Il New York Times ha pubblicato un’inchiesta secondo cui diversi agenti della Cia sarebbero da mesi nel sud della Turchia da dove rifornirebbero i ribelli con armi e logistica di vario tipo.

Secondo un’inchiesta del New York Times la Cia starebbe recitando un ruolo non secondario nel conflitto siriano, rifornendo attivamente i ribelli anti-Assad con supporti logistici e armi. Secondo quanto rivelato dal quotidiano americano alcuni ufficiali della Cia si troverebbero nel sud della Turchia proprio per distribuire armi di vario tipo ai ribelli per aiutarli a continuare la loro lotta contro Damasco. La notizia sarebbe stata confermata anche da ufficiali americani e arabi, e proverebbe l’ingerenza degli Stati Uniti e dei suoi alleati all’interno degli affari interni siriani. Le armi, secondo l’inchiesta del quotidiano, sarebbero state incanalate attraverso il confine turco per mezzo di una rete oscura di intermediari, probabilmente membri dei Fratelli Musulmani pagati da Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Tali intermediari riuscirebbero a trasportare armi di ogni genere, da quelle anticarro, fino a granate, munizioni e fucili automatici. Dal conto suo l’amministrazione Obama, in palese imbarazzo, nei giorni scorsi aveva negato di fornire direttamente armi ai ribelli, ma è stata costretta a riconoscere che lo farebbero invece i paesi alleati degli Usa, vicini della Siria, Qatar, Arabia Saudita e Turchia appunto. Queste manovre poco chiare andrebbero inserite all’interno dei tentativi messi in campo da Washington di aumentare la pressione nei confronti del presidente siriano Bashar al-Assad, che recentemente è stato accusato di aver intensificato la repressione nei confronti di civili e milizie che combattono contro di lui.  Sarebbe quindi provato che alcuni agenti della Cia abbiano in qualche misura contribuito a organizzare e armare gruppi ribelli anti-Assad, come testimoniato da un funzionario dell’intelligence araba, intervistato dal Ny Times: “Gli agenti della Cia ci sono e stanno cercando di trovare nuove persone da reclutare”. Ma ci sono molti modi per aiutare i ribelli, ad esempio fornendo immagini satellitari del territorio siriano, oppure informazioni dettagliate sui movimenti delle truppe di Assad. D’altro canto anche la Russia invia quasi settimanalmente forniture di armi ad Assad, per questo la guerra siriana sembra assomigliare sempre di più a una sorta di “guerra per procura” nella quale le grandi potenze si sfidano indirettamente per ottenere vantaggi geopolitici in tutta l’area. Il Dipartimento di Stato tralaltro, fino a questo momento, avrebbe autorizzato ben 15 milioni di dollari in aiuti da destinarsi ai gruppi di opposizione civile in Sria, ufficialmente per forniture mediche e apparecchiature per le comunicazioni. Insomma, la questione siriana sembra essere ogni giorno più complessa, e ormai l’ipotesi di un intervento militare contro Damasco sembra sempre più realistica dal momento che i ribelli sembrano star perdendo la guerra sul campo contro le truppe di Assad.

Pubblicato da D.C su www.articolotre.com

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