Siria. La liberazione di Palmira fa fallire il piano di "balcanizzazione"?Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Siria. La liberazione di Palmira fa fallire il piano di “balcanizzazione”?

La liberazione dell’antica Palmira da parte dell’esercito siriano rappresenta uno spartiacque nella guerra civile che perdura da oltre cinque anni. Il successo militare di Damasco sancisce anche come le supposte forze moderate siriane tanto apprezzate in Usa siano completamente incapaci di imprimere una svolta al conflitto e di rappresentare una alternativa all’Isis. 

Dopo cinque anni di guerra, più di trecentomila morti e milioni di sfollati forse si potrebbe disporre di sufficiente materiale per fare un minimo di analisi oggettiva sulla situazione siriana. Eppure nonostante i morti, gli attentati, i palazzi sventrati e le esecuzioni di massa organizzate dall’Isis l’Occidente continua ancora a tenere una posizione molto ambigua sostenendo di essere tanto contro l’Isis quanto contro Assad, il che è oggettivamente un controsenso in quanto le uniche forze organizzate di un certo spessore che impediscono all’Isis di conquistare la Siria sono proprio i soldati dell’esercito regolare. Ammesso che una opposizione moderata sia esistita, questa non ha mai rappresentato la maggioranza, e anche questo è oggettivo in quanto se Assad è riuscito per cinque anni a rimanere in sella contro decine di migliaia di guerriglieri provenienti da tutto il mondo vuol dire che una porzione non minoritaria dello Stato siriano ha deciso di schierarsi con lui se non per simpatia anche solo per voglia di normalità dopo tante atrocità. Questo per non parlare delle forze jihadiste che venivano presentate dall’Occidente come minoritarie all’inizio della rivolta ma che, in realtà, rappresentavano la parte preponderante come si è poi accertato osservando come siano stati Isis e Al-Nusra a monopolizzare il fronte anti-Assad negli ultimi due o tre anni di conflitto. Il gioco al massacro dell’Occidente riassumibile nella formula: contro Assad e contro l’Isis, è dunque una posizione del tutto insostenibile non in quanto sbagliata di per sè ma in quanto del tutto scollegata dalla relaltà. Non a caso quando l’Isis nel maggio 2015 ha conquistato le antiche vestigia di Palmira  il tutto è avvenuto nel silenzio e la Coalizione internazionale a guida Usa non fece assolutamente nulla per evitare tale conquista, presumendo quindi di trarne vantaggio nell’ottica di destabilizzare Assad. La riconquista di Palmira da parte dell’esercito siriano che sta avvenendo in queste ore grazie al supporto aereo della Russia sancisce quindi che la tattica dell’Occidente in Siria era completamente sbagliata in quanto se non fosse per Damasco l’Isis avrebbe preso possesso per sempre di uno dei siti Unesco più importanti al mondo. E dato che il piano dell’Occidente sulla Siria non tiene conto dei rapporti di forza sul terreno si potrebbe propriamente parlare di un piano coloniale volto a conseguire la spartizione o balcanizzazione del paese su basi etniche.

Tribuno del Popolo 

 

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