Siria. La mossa della Russia toglie alibi all'OccidenteTribuno del Popolo
mercoledì , 23 agosto 2017
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Siria. La mossa della Russia toglie alibi all’Occidente

Se fino a poco tempo fa l’Occidente e i suoi alleati potevano accusare la Russia di ingerire negli affari interni della Siria ora che Putin ha annunciato il ritiro per rafforzare il processo di pace sarà difficile rinfocolare la guerra in Siria continuando a dare la colpa a Mosca e ad Assad.  Non solo, il Cremlino sembra aver messo un altro tassello verso la costruzione di un mondo sempre più multipolare, con tutte le conseguenze del caso. 

Una mossa quella di Putin che ha sostanzialmente cambiato le carte in tavola ancora una volta lasciando disorientati gli Stati Uniti e gli altri paesi che in misura diversa osservavano da vicino l’evolversi della situazione in Siria. In tanti iniziano ad accusare Mosca di un voltafaccia e di aver annunciato il disimpegno dalla Siria come una sorta di ammissione di sconfitta ma la realtà sembra essere ben diversa in quanto non solo l’intervento russo ha modificato i rapporti di forza sul campo ma ha anche portato, de facto, a una tregua che dura ormai da più di due settimane e che nessuno credeva possibile dopo cinque anni di guerra che hanno provocato più di trecentomila morti. In realtà i motivi del disimpegno russo in Siria sono molto chiari: innanzitutto la coerenza in quanto Mosca aveva annunciato una missione militare di sei mesi e il fatto che abbia mantenuto la parola conferma la serietà del Cremlino nelle questioni internazionali.

In secondo luogo non si tratta di un ritiro totale in quanto la cooperazione militare continuerà e l’intervento russo ha comunque messo in condizione l’esercito siriano di poter riprendere il territorio perduto in cinque anni di guerra. In terzo luogo la mossa di Putin mette a nudo le responsabilità di chi continuerà probabilmente a cercare di rinfocolare la guerra, vedi Turchia e paesi del Golfo, che a quel punto sia assumeranno la piena responsabilità delle loro azioni. Mosca insomma non solo può festeggiare la propria coerenza strategica dimostrando di essere in grado di mettere in campo azioni militari all’estero ben meno invasive di quelle della Nato. Non solo, i russi hanno realizzato l’operazione in Siria in pieno accordo con il governo di Damasco, a differenza delle “azioni di pace” della Nato che vengono condotte spesso “contro” governi sovrani a favore di presunti “ribelli” non meglio specificati.

Ora si apre la parte diplomatica in cui la Russia potrà avere un ruolo di prima fascia reso peraltro ancora più saldo dalla coerenza della propria azione strategica. Anche perchè l’azione russa, risoluta e coerente, ha mostrato al mondo come gli Stati Uniti non siano più l’unico riferimento militare a livello globale, e in questo senso Putin ha messo un ulteriore tassello per la costruzione di un mondo multipolare. Con la Siria è stato creato un precedente in quanto per la prima volta nel XXI secolo un paese è riuscito a evitare di far decidere il proprio destino alla Casa Bianca affidandosi all’alleanza di un’altra superpotenza, quella russa, che però ha dimostrato di non avere intenzione di divenire una potenza imperialista ma solo di portare avanti i propri interessi geopolitici con coerenza e serietà. Una vittoria propagandistica di ampio respiro quella del Cremlino con la Russia che si propone come alternativa strategica a tutti quei paesi che ritengono che il proprio benessere possa passare da una maggiore indipendenza da Washington. Paesi che fino a ieri sarebbero stati messi con le spalle al muro oggi possono pur sempre sperare di guardare a Mosca per  elaborare modelli di sviluppo alternativi, e non è poco.

Photo Credit: @http://syria.mil.ru/photo/gallery.htm?id=25401@cmsPhotoGallery

Tribuno del Popolo

 

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