Siria. L'assurdità di combattere l'Isis senza DamascoTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Siria. L’assurdità di combattere l’Isis senza Damasco

Escludere l’esercito siriano nel coordinamento della lotta contro l’Isis rappresenta una assurdità e un controsenso. E’ questo il senso delle parole del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, che ha anche confermato come Mosca continuerà a supportare il governo siriano nella guerra contro i gruppi estremisti. 

Parlando ai microfoni dell’emittente russa Channel One Tv, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov è tornato a parlare di Siria e della difficile situazione sul campo. In tanti hanno ignorato la Siria per mesi, ma poi sono tornati a occuparsene solo in questi giorni, quando cioè varie fonti hanno cominciato preoccupate a parlare di un intervento russo in Siria accanto al governo di Assad. La Russia ha ricordato come non si tratti di un intervento militare ma solo di supporto concesso a un paese alleato con il quale peraltro esistono dei contratti per forniture militari, ma questo non ha impedito all’Occidente di fare un’altra fuga in avanti e di parlare di intervento militare in Siria contro l’Isis ma senza prendere in considerazione di coordinarsi con l’odiato Assad.

“Escludere l’esercito siriano dal combattere contro l’Isis è assurdo, le forze armate siriane saranno le più importanti forzi militari sul terreno“, ha detto Lavrov a Channel One Tv per poi aggiungere che  quando ci fu la domanda di distruggere le armi chimiche più di un anno fa proprio Assad venne considerato il legittimo presidente della Siria e le sue azioni in quel senso vennero apprezzate nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. “Tutti i nostri alleati occidentali, senza eccezione, ci dicono che loro chiaramente capiscono quale sia la minaccia principale in Medio Oriente e Nord Africa. E questa minaccia non è il governo di Assad ma lo Stato Islamico”, ha aggiunto. La sensazione diffusa inoltre è che questa coalizione anti-Isis abbia in realtà solo l’obiettivo di danneggiare Damasco, Lavrov infatti ha detto senza mezzi termini che alcuni membri della coalizione riceverebbero notizie su dove siano esattamente le truppe dello Stato Islamico ma che però poi sarebbero fermati dall’entrare in azione proprio dai leader della coalizione, e quindi dagli Stati Uniti. Anche per questo Lavrov ha detto che la Russia continuerà ad aiutare il governo siriano e anche quello iracheno per contrastare la minaccia del terrorismo.

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