Siria. L'importanza della difesa di YarmoukTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Siria. L’importanza della difesa di Yarmouk

Siria. L’importanza della difesa di Yarmouk

Il campo profughi  palestinese di Yarmouk si trova a poche miglia dalla città di Damasco. Recentemente è stato interessato da durissimi scontri tra i combattenti di Isis e Al Nusra e quelli del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, fedele ad Assad. E proprio l’eroismo di questi combattenti ha per il momento arrestato l’avanzata degli jihadisti, anche se i media non sembrano avere a cuore la loro sorte.

Il campo profughi di Yarmouk è un luogo enorme dove fino a poco tempo fa, prima dello scoppio della guerra civile, si trovavano fino a 250.000 persone. Oggi il campo sembra quasi vuoto, di civili ce ne sarebbero a malapena dieci o quindicimila, eppure tra le rovine delle case continuano a infuriare i combattimenti tra i miliziani islamici di Al-Nusra e Isis e i combattenti palestinesi del Fronte Popolare. Yarmouk del resto si trova in una posizione strategica dal momento che a meno di dieci miglia si trova il centro di Damasco e se lo Stato Islamico o Al-Nusra riuscissero a impossessarsi del campo, ecco che potrebbero colpire il cuore della capitale, magari utilizzando i temibili tunnel che sono stati scavati per entrare a Yarmouk. La situazione nel campo, come mostrato da una splendida inchiesta di Foreign Policy, è drammatica dato che il campo si trova pressochè in rovina. Eppure i combattenti del Fronte Popolare palestinese sono riusciti a fermare l’avanzata dei jihadisti, il tutto nel totale menefreghismo dei media occidentali, forse perchè il PFLP-GC ha fatto la scelta di combattere tra le fila di Assad contro i ribelli islamici che ormai da diverso tempo monopolizzano il campo anti-Damasco. Il capo del PFLP-GC è Ahmed Jibril, e il quartier generale dell’organizzazione si trova proprio a Yarmouk, dove i suoi aderenti combattono contro i miliziani islamici ormai da due anni, dal 2012, quando cominciarono ad arrivare nel campo. E due anni di combattimenti hanno reso il campo profughi un vero e proprio campo di battaglia, con una situazione umanitaria che peggiora giorno dopo giorno. Attualmente la reazione del PFLP-GC ha permesso ai guerriglieri palestinesi e all’esercito siriano di controllare la parte nord del campo e parte di quella occidentale, circa il 35% del campo, mentre tutta la parte meridionale sarebbe nelle mani di Al-Nusra e Stato Islamico. Lentamente i miliziani palestinesi starebbero riconquistando consistenti porzioni del campo, ma a differenza che a Kobane qui nessuno elogia il loro operato contro i tagliagole dello Stato Islamico. All’interno del gruppo di difensori del campo non ci sono solamente membri del PFLP-GC, ci sono anche diversi uomini che facevano parte del gruppo affiliato ad Hamas di Aknaf Bayt al-Maqdis, che in precedenza erano alleati con l’opposizione siriana. Ora però, dopo che lo Stato Islamico ha fatto irruzione nel campo e ha decapitato dieci uomini aderenti al gruppo, i miliziani di Aknaf sono passati dalla parte di Damasco, e circa 160 guerriglieri avrebbero cambiato bandiera voltando le spalle ai jihadisti. Insomma si tratta di guerriglieri che combattono per salvare la propria vita e la propria casa, anche perchè se i guerriglieri islamici dovessero prendere Yarmouk potrebbero infiltrarsi dentro Damasco, ponendo le basi per la caduta del governo e minacciando la vita di milioni di civili che si troverebbero letteralmente con i jihadisti alla porta di casa.

Fonti

http://foreignpolicy.com/2015/05/04/inside-the-ruins-of-yarmouk-refugee-camp-syria/?wp_login_redirect=0

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