Siria. L'Isis assedia Kobane e Ankara è pronta all'invasioneTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Siria. L’Isis assedia Kobane e Ankara è pronta all’invasione

I curdi sono sotto assedio a Kobane e un pugno di eroi sta difendendo a oltranza la città dall’assedio dell’Isis che perdura ormai da settimane a dispetto dei raid della coalizione. Intanto la Turchia ha appena votato il sì alle operazioni militari contro lo Stato Islamico in Siria e Iraq, ma in molti temono che Ankara stia solo cercando il pretesto per fare i propri calcoli geopolitici. 

Qualche anno fa, poco prima della guerra civile in Siria, Damasco e Ankara erano ottimi alleati. La Turchia però in occasione della guerra civile in Siria ha assunto un ruolo del tutto ostile a Damasco puntando con decisione sui ribelli siriani ai quali ha letteralmente concesso una pioggia di finanziamenti e un retroterra amico oltre il confine turco. Per questo in molti pensano che la Turchia stia cercando di utilizzare la guerra in Siria per fare indirettamente i propri interessi, questo spiegherebbe come mai tutta questa indulgenza nei confronti dei jihadisti che in Siria commettono crimini innominabili. La città del fronte si chiama Kobane ed è sotto assedio da parte dei miliziani islamici ormai da almeno quattro settimane. A difendere Kobane qualche centinaio di combattenti curdi, tra cui molte donne, abbandonati letteralmente a difendere la città dall’assalto dell’Isis. Se Kobane dovesse cadere l’Isis entrerebbe in controllo di quasi tutto il confine tra Siria e Turchia, e infatti circa 100.000 abitanti di Kobane per paura di finire tra le grinfie dell’Isis sono fuggiti alla disperata verso nord. Da parte loro i turchi continuano a fare il loro gioco e la notizia che il Parlamento di Ankara ha dato il via libera alle operazioni militari contro l’Isis in Siria e in Iraq non serve a rassicurare i curdi che sanno benissimo che Erdogan li considera un problema allo stesso modo del governo di Assad. Eppure i curdi e i siriani di Assad sono gli unici che senza se e senza ma stanno combattendo sul campo contro l’Isis, mentre la Turchia ha offerto basi, finanziamenti e aiuti logistici ai jihadisti. L’avanzata dell’Isis inoltre dimostra in modo plastico l’inutilità dei soli raid aerei dal momento che i jihadisti, pur subendo rallentamenti, non hanno interrotto l’assedio di Kobane. Sul terreno ormai la situazione in Siria è per certi versi drammatica con l’esercito siriano che ha riconquistato diversi villaggi ai ribelli islamici ma con i jihadisti che commettono ormai terribili attentati contro i bambini, vedi il duplice attentato degli scorsi giorni a Homs dove, in una scuola, sono stati uccisi 46 bambini. Erdogan ha inoltre annunciato che l’obiettivo della mobilitazione turca non sarà solo l’Isis, ma anche la distruzione del governo di Assad. Per questo piuttosto che andare verso una soluzione sembra che l’inferno siriano si stia per trasformare in un tutti contro tutti terribile e dall’esito imprevedibile, con gravi e grandi ombre che calano oltre che sulla Coalizione anti-Isis anche su Ankara, tutti paesi che hanno permesso la creazione dell’Isis perchè accecati dall’odio per Assad.

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