Siria. Londra medita di intervenire. Brahimi al vertice Usa-Russia di Ginevra | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Siria. Londra medita di intervenire. Brahimi al vertice Usa-Russia di Ginevra

Mentre la Siria è stata imbiancata dalla neve, il mediatore internazionale per la Siria, Lakdhar Brahimi, è giunto questa mattina al Palazzo delle Nazioni di Ginevra per conferire con i vice-ministri degli esteri di Usa e Russia. Intanto Londra medita di armare i ribelli cosiddetti “moderati”.

Siria fights

Lakdhar Brahimi, mediatore internazionale per la Siria, è già giunto in Svizzera, presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra, per incontrare i vice-ministri degli esteri di Usa e Russia. Quasi certamente i colloqui si concluderanno nel tardo pomeriggio e l’obiettivo fissato dall’Onu sarebbe quello di favorire le discussioni al fine di trovare una soluzione politica al conflitto che ha già provocato più di 60,000 morti in Siria. Chi invece non è rimasto neutrale è il Regno Unito, da sempre molto attivo quando si tratta di ingerire negli affari interni dei paesi considerati “sgraditi”. Fedele a questa impostazione, Londra ha fatto sapere che potrebbe anche cominciare ad armare direttamente i ribelli siriani, e poco importa se tra loro ci sono migliaia di estremisti islamici. A comunicarlo è stato il ministro degli Esteri britannico, William Hague, che ha spiegato di voler chiedere all’Ue di sollevare l’embargo imposto alla Siria sulle armi, aprendo cosi’ la strada per armare le forze che lottano contro il regime di Bashar al-Assad. Intanto in una Siria che è stata imbiancata dalla neve continuano i combattimenti tra Aleppo e Damasco, con le forze armate di Assad che compiono quotidianamente raid nel’hinterland della capitale per liberare i quartieri che sono stati occupati dalle milizie ribelli.  Secondo un corrispondente dell’agenzia SANA, vicina a Damasco, nelle azioni di ieri più di 50 miliziani ribelli sarebbero stati uccisi in feroci scontri con l’esercito siriano.La guerra quindi sembra ancora lontanissima da una soluzione, e l’esercito siriano sembra ancora essere in grado di difendere la Capitale e le postazioni rimaste fedeli ad Assad. Viceversa senza un continuo invio di fondi da parte dell’Occidente, le risorse ribelli sembrano destinate a inaridirsi.

D.C.

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