Siria. Milizie jihadiste massacrano civili curdi nel silenzio dei mediaTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Siria. Milizie jihadiste massacrano civili curdi nel silenzio dei media

I media riferiscono di ogni singolo missile dell’esercito siriano ma tacciono sui massacri perpetrati dalle bande armate ribelli. Il 31 luglio alcuni gruppi islamisti hanno massacrato oltre cinquanta civili curdi nei villaggi di Tall Aran e Tall Hassil, ma i media preferiscono tacere.

Il 31 luglio gruppi islamisti hanno massacrato oltre cinquanta civili fra cui donne e bambini nei villaggi curdi di Tall Hassil e Tall Aran. Ci risulta anche che il primo agosto venti donne e bambini che stavano scappando su un camion sono stati uccisi vicino a Tall Aran“, queste le drammatiche parole diffuse via skype da Aleppo dall’agenzia di informazioni curda Anha, che ha anche confermato quanto già denunciato nelle scorse ore da cittadini curdi. “Le informazioni ci vengono da abitanti dei villaggi e dai combattenti in zona; l’area è a noi inaccessibile, il primo villaggio è circondato dagli islamisti, il secondo è del tutto nelle loro mani“. Si tratta di villaggi nell’area di Aleppo, dove vivono circa 40.000 curdi. Ahmet Semo, del principale partito curdo in Siria, il Pyd, ha dichiarato: “L’accerchiamento dei due villaggi è iniziato il 29 luglio. Gli islamisti hanno assaltato le case. Una donna che è riuscita a fuggire e ora si trova con altri ad Afren ha visto uccidere i suoi bambini. So che anche mio cugino che faceva parte del fronte curdo, è stato ucciso“. La maggior parte delle donne e dei bambini uccisi farebbe parte di famiglie di membri dello Jabhat al-Akrad, fronte curdo alleato delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg, formato da uomini e donne)  che combattono contro i gruppi vicini ad al Qaeda e contro l’Esercito siriano libero (Esl).  Insomma si tratterebbe di un vero e proprio massacro in piena regola, una vendetta per l’uccisione in battaglia di diversi combattenti jihadisti e ribelli. Ma la cosa potrebbe essere ancora più grave dal momento che i curdi parlano anche di “una riunione a Gaziantep in Turchia il 26 luglio di settanta comandanti dell’Esercito siriano libero nella quale si è deciso di annientare i curdi”. Il Pyd con un comunicato ha anche accusato l’Unione Europea, gli Stati Uniti e i paesi arabi per il loro silenzio di fronte ai massacri, e ha precisato che “gruppi affiliati ad Al Qaeda e all’Esl sono sostenuti da paesi esteri, soprattutto la Turchia che lascia passare uomini e armi per far la guerra ai curdi“. Continua il comunicato: “La rivoluzione siriana, iniziata pacificamente nel marzo 2011, si è ridotta a guerra sanguinosa fra il governo e la sedicente opposizione, le cui azioni non hanno nulla di rivoluzionario o democratico“. L’ufficio di informazione del Kurdistan in Italia ha riferito inoltre di dodici camion di aiuti alimentari destinati alle zone curde della Siria e bloccati da due giorni al confine di Nusaybin; la Turchia non li lascia entrare.

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