Siria. Morto un italiano tra i ribelli nel nome dell'IslamTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Siria. Morto un italiano tra i ribelli nel nome dell’Islam

Giuliano D., italiano convertitosi all’Islam, sarebbe morto in Siria combattendo contro le forze dell’esercito di Bashar al-Assad. E’ solo uno dei tanti combattenti europei che sono andati in Siria per unirsi ai ribelli nel nome di Allah. E la guerra civile siriana diventa sempre più un guerra di ideologia e religione..

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Libertà? Democrazia? No, non sono questi i valori che ispirano i ribelli che combattono da oltre due anni contro Assad, o meglio, non solo. Lo dimostra la storia di Giuliano D., italiano di Genova che, come riportato da “Il Giornale” sarebbe morto combattendo con i ribelli in Siria. Secondo diversi fonti dell’intelligence italiana il nostro connazionale si sarebbe convertito all’Islam, e per questo avrebbe risposto al richiamo della Jihad, recandosi in Medio Oriente per combattere per la sua fede. Secondo il quotidiano il nostro connazionale si sarebbe recato al confine turco un anno fa, e già allora fu segnalato ai servizi segreti italiani dopo essere entrato in contatto con un gruppo di jihadisti ceceni. Fu in quell’incontro che avrebbe deciso di diventare un ribelle siriano, unendosi a una delle brigate più estremiste. Hamza Roberto Piccardo, il dirigente dell’Ucoi (Unione comunità islamiche), ha confermato la presenza del giovane genovese nelle schiere dei ribelli, anche se al momento la Farnesina non ha ancora confermato la notizia. Insomma la morte del giovane genovese ci indica che in Siria non si combatte per la “democrazia” come vogliono farci credere i media, ma è ormai diventato un conflitto confessionale, dove jihadisti convinti provenienti da mezzo mondo si danno appuntamento per combattere contro il regime “infedele” e secolarista di Assad. E questi estremisti islamici, ormai è risaputo, hanno sconfitto o messo in minoranza l’opposizione laica, al punto che non ha tutti i torti chi fa notare che gli Stati Uniti hanno scatenato una guerra decennale contro Al Qaeda e il terrorismo per poi finanziarla in nome della lotta a un presunto dittatore. Secondo Gilles de Kerchove, responsabile delle politiche anti terrorismo dell’Unione europea, gli europei che hanno combattuto in Siria sono circa 500. Stando ad un rapporto del King’s College di Londra i reduci originari di 14 paesi europei sono invece oltre 600. I combattenti provenienti da altri paesi arabi sarebbero invece migliaia, e quindi ha ragione chi mette in discussione la natura di “guerra civile” del conflitto siriano.

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