Siria. Mosca dice "no" alle pressioni saudite per abbandonare AssadTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Siria. Mosca dice “no” alle pressioni saudite per abbandonare Assad

Mosca ha detto “no” alla proposta dell’Arabia Saudita che ha offerto al Cremlino accordi vantaggiosi dal punto di vista commerciale in cambio dell’abbandono di Bashar al-Assad.

Photo Credit: AFP

Ormai è indubitabile, dopo oltre tre anni di guerra civile in Siria sta emergendo un vincitore: il governo di Damasco. Assad è riuscito a compattare la sua popolazione dietro all’esercito e alla resistenza contro i ribelli che, dopo un primo momento, sono progressivamente scivolati sempre più verso l’estremismo e il settarismo religioso. A finanziarli in prima fila i paesi del Golfo, Arabia Saudita in primis, che evidentemente pensano di trarre vantaggio dalla destabilizzazione del governo laico di Damasco. Peccato che l’esercito siriano grazie all’appoggio della Russia è riuscito a lanciare controffensive in tutto il paese, passando in posizione di vantaggio. Ecco quindi che i sauditi hanno pensato bene di fare pressioni proprio sul Cremlino per convincere Putin ad abbandonare Assad al proprio destino, ma senza successo. Da qui il tentativo di mettere sul piatto una ricca proposta commerciale per Mosca che riguarda gli interessi della Russia nella regione in cambio dell’abbandono del governo di Damasco. Una proposta da 15 miliardi di dollari in contratti di armi che è stato inoltrato durante il meeting del 31 luglio tra Putin e il capo dell’intelligence saudita, il Principe Bandar bin Sultan. Nessuno ha commentato ufficialmente questa notizia diffusa dalla Reuters, ma alcune fonti di AFP hanno diffuso i dettagli della proposta. Bandar avrebbe proposto l’accordo e avrebbe detto a Putin che qualsiasi regime verrà dopo, Assad sarà completamente nelle mani di Riad. Bandar avrebbe poi anche aggiunto che qualora l’accordo fosse stato accettato, l’Arabia Saudita non avrebbe firmato nessun contratto che danneggi gli interessi della Russia, mettendo a disposizione i paesi del Golfo per trasportare il gas verso l’Europa. Conditio sine qua non però era il fatto che Mosca mollasse Bashar al Assad, e per questo motivo Putin ha detto chiaramente che Mosca non cambierà la sua strategia in Siria. In molti in Russia pensano che dietro alle proposte dell’Arabia Saudita in realtà ci sia una manovra della Casa Bianca, e non sarebbe la prima volta che gli Stati Uniti promettono ai loro rivali benefici economici in cambio di concessioni dal punto di vista militare e geopolitico. Questa volta però la Russia non ha alcuna intenzione di accontentare gli Stati Uniti e i suoi alleati…

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