Siria. Mosca e Teheran aiutano nella ricostruzione di HomsTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Siria. Mosca e Teheran aiutano nella ricostruzione di Homs

Dopo che la città di Homs, una delle prima a ribellarsi a Damasco, è stata liberata dai soldati siriani a maggio. Le forze governative hanno trovato una città completamente distrutta, e ora grazie anche all’aiuto di Russia e Iran la ricostruzione è cominciata. 

Homs è una delle città siriane più importanti ed è anche stata soprannominata la Capitale della rivoluzione dal momento che era stata una delle prime a sollevarsi contro Assad nel marzo 2011.Peccato che poi lentamente la rivoluzione siriana sia diventata ben diversa dall’inizio, con i gruppi jihadisti, spesso stranieri, che hanno monopolizzato l’opposizione. Ecco quindi che a Homs la vita per migliaia di cittadini è diventata un inferno, con il pericolo dei jihadisti, quello dei bombardamenti e i morsi della fame. Oltre settecento giorni di assedio nei quali la città ha subito danni ingenti, ma poi alla fine è arrivata la liberazione. Dal maggio 2012 le truppe governative hanno stretto l’assedio alla città vecchia, e solo a maggio gli ultimi 1500 miliziani si sono arresi, consegnando Homs nelle mani dell’esercito. Tra la fame, l’andamento della guerra e i bombardamenti, migliaia di ribelli hanno disertato per la gioia dei cittadini di Homs che sono così potuti ritornare nelle loro case. I ribelli sono arrivati occupando le case dei civili, come emerge anche da una inchiesta di Lettera43 dove ha portato la testimonianza di alcuni cittadini di Homs che hanno deciso di rimanere nelle loro case. Spesso i ribelli hanno saccheggiato e distrutto le case dei civili, costretti a vivere nella paura e senza luce elettrica. Homs non è propriamente una città piccola dal momento che conta quasi un milione di abitanti, e la sua attrazione più fantastica era proprio il centro cittadino, diventato dopo tre anni di guerra un ammasso di macerie. Dopo il ritiro dei ribelli però migliaia di cittadini sono potuti tornare alle loro case, con una gran voglia di ricominciare. E infatti si comincia a parlare finalmente di ricostruzione, con Damasco che ha già stanziato diversi fondi con l’aiuto di Mosca e Teheran. Altro obiettivo è quello di creare una zona di libero scambio tra Siria e Russia, con nel 2015 la Commissione Eurasiatica che intende creare una zona di libero scambio che includa anche Damasco. Non solo, Mosca continuerà a fornire di armi autorizzate dall’Onu l’esercito siriano e soprattutto finanzierà la ricostruzione in modo che la Siria riesca a fare a meno di vendere il suo territorio ad Arabia Saudita e Qatar che vorrebbero costruirci gasdotti.

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