Siria. Mosca entra in azione a DamascoTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Siria. Mosca entra in azione a Damasco

Secondo l’agenzia Bloomberg Mosca avrebbe dispiegato 28 aerei da combattimento in territorio siriano. Il Cremlino sarebbe quindi pronto a entrare in azione in Siria contro Isis e Al-Nusra dopo che nelle scorse ore l’ambasciata russa di Damasco è stata colpita da proiettili di mortaio. E intanto tratta con Israele le modalità di intervento in Siria per evitare conflitti tra i due paesi. 

La notizia di ieri è che l’ambasciata russa presso Damasco è stata colpita da un proiettile di mortaio che non ha però causato vittime. Il Cremlino mediante il ministero degli Esteri ha subito condannato l’attacco che è stato attribuito a militanti jihadisti e ha auspicato una “chiara presa di posizione da parte di tutti i membri della comunita’ internazionale, include le parti regionali“. Un fatto simile si era già verificato in passato ma la situazione oggi sembra essere molto più delicata dato che da diversi giorni in molti parlano del crescente coinvolgimento della Russia sul territorio siriano. Mosca infatti non ha mai fatto mistero di ritenere un proprio prezioso alleato Bashar al-Assad, e in questo senso ha deciso di continuare a fornire supporto militare ed economico alla Siria, suscitando nervosismi nell’Occidente che invece ha come uno degli obiettivi primari proprio l’uscita di scena del governo di Damasco.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Bloomberg, ma anche da France Press, la Russia avrebbe già dispiegato 28 aerei da combattimento in Siria che sarebbero stati schierati sulla pista di un aeroporto militare in quel di Latakia, ovvero la roccaforte di Assad a maggioranza alawita nella zona Nord-occidentale della Siria. La Russia possiede già una base navale a Tartus ma negli ultimi giorni ha provveduto a rafforzare significativamente la sua presenza nel Paese, e secondo funzionari americani Mosca vorrebbe creare una base militare vera e propria per supportare l’esercito siriano contro Isis e Al-Nusra. Sempre secondo alcune fonti citate da agenzie come la Reuters, i russi avrebbero anche già cominciato le prime missioni di sorveglianza con i droni in Siria, mentre il quotidiano russo Kommersant ha citato una fonte militare secondo cui oltre 1700 specialisti militari russi avrebbero già raggiunto il porto di Tartus. Interfax invece ha parlato anche della presenza di una o due compagnie di fanterie di marina, uno o due plotoni di carri armati e anche di una piccola unità di elicotteri da guerra.

A conferma poi che qualcosa stia per succedere la visita delle scorse ore del premier israeliano Benjamin Netanyahu in Russia. Secondo alcune fonti Putin e Netanyahu avrebbero concordato la creazione di un “meccanismo di coordinamento militare per prevenire scontri e malintesi” in Siria, il che tradotto significa che i due paesi potrebbero aver trovato un accordo circa le modalità di intervento russe in territorio siriano. E ottenere il “via libera” da parte di Tel Aviv non è poco dato che Israele in passato è intervenuto diverse volte con dei raid aerei contro postazioni dell’esercito siriano per il timore che Assad potesse inviare armi sofisticate ad Hezbollah. Alla luce di questi sviluppi è possibile che nelle prossime settimane si assisterà a significativi sviluppi militari in Siria che potrebbero imprimere una svolta allo stallo presente da qualche mese.

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