Siria. Mosca inizia raid e comincia il #DoubleStandardTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Siria. Mosca inizia raid e comincia il #DoubleStandard

La cosiddetta coalizione dell’Occidente contro l’Isis in azione in Siria e Iraq da oltre un anno ha compiuto migliaia di raid che non sono però serviti a fermare il Califfo. Nelle scorse ore è entrata in azione la Russia e subito la stampa occidentale ha pubblicato in prima pagina accuse contro Mosca, che avrebbe colpito civili e obiettivi diversi dall’Isis. Singolarmente nessuno ha però mai fatto la stessa accusa ai paesi della Nato, in questa o nelle guerre passate.

Come prevedibile i raid dell’aviazione russa in Siria hanno subito scatenato una ridda di polemiche. E dire che la coalizione anti-Isis varata da oltre un anno ha lanciato migliaia di raid, ufficialmente contro l’Isis, senza che nessuno abbia mai chiesto conto del loro esito agli autori, nè dei “danni collaterali” da essi provocati. Appena gli aerei russi hanno effettuato i primi raid però tutta la stampa occidentale ha preso per buone le affermazioni dei presunti ribelli siriani che hanno accusato Mosca di aver colpito loro e non l’Isis, il tutto ovviamente corredato con le notizie di presunti civili rimasti uccisi. Ancora una volta dunque siamo di fronte a un Double Standard laddove ad alcuni paesi è concesso di non rendere conto delle proprie azioni mentre ad altri no.

In particolare l’Arabia Saudita, su cui ci sarebbe molto da dire tanto per il rispetto dei diritti umani in casa propria, avrebbe chiesto ufficialmente alla Russia di porre fine alle sue operazioni militari in Siria, aggiungendo che i militanti dell’Isis non sarebbero presenti nelle zone attaccate. “La delegazione del mio paese esprime profonda preoccupazione riguardo alle operazioni militari che le forze russe hanno realizato a Homs e Hama, luoghi dove le forze dell’Isis non sono presenti. Questi attacchi hanno portato ad un certo numero di vittime innocenti. Chiediamo lo stop immediato delle operazioni” ha detto il diplomatico saudita Abdallah Al-Mouallimi parlando alle Nazioni Unite a New York, ignorando peraltro che gli aerei sauditi continuano a bombardare lo Yemen dove sono già morte centinaia di persone sotto le bombe nell’indifferenza generale.  Il timore è che in questa situazione gli unici che pagheranno sulla loro pelle questi “giochi di guerra” saranno i civili siriani già duramente colpiti da quattro anni di guerra.

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