Siria. Nazioni Unite: "Concreti sospetti che i ribelli abbiano usato armi chimiche"Tribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Siria. Nazioni Unite: “Concreti sospetti che i ribelli abbiano usato armi chimiche”

Svolta in Siria con gli investigatori delle Nazioni Unite che, dopo aver parlato con le vittime della guerra civile e aver raccolto testimonianze mediche, hanno puntato il dito con i ribelli siriani, accusati di aver utilizzato gas nervino Sarin. Prove che inchiodino Assad e il governo invece non sono ancora state raccolte. 

Proprio mentre tutto il mondo puntava il dito contro Assad accusandolo di aver utilizzato armi chimiche, è arrivato a sorpresa il responso degli investigatori delle Nazioni Unite, o meglio della commissione indipendente d’inchiesta sulla Siria, che ha concluso che non esisterebbero prove dell’uso del gas Sarin da parte dell’esercito siriano. Al contrario ci sarebbero prove schiaccianti che, ad usarlo, siano stati i ribelli siriani; lo ha detto il membro della commissione Carla Del Ponte ieri. In una intervista alla televisione italiana-svizzera, Del Ponte ha rivelato che gli investigatori sono stati nei paesi vicini per intervistare vittime, dottori, e feriti negli ospedali da campo, e in base ai rapporti della scorsa settimana ci sarebbero pesanti sospetti anche se non ancora prove incontrovertibili dell’uso di gas Sarin. Ad usarlo sarebbero state le truppe dell’opposizione e non le autorità del governo secondo Del Ponte, anche se non ha ancora dato indicazioni sul dove e quando sarebbe stato usato.

People are brought into a hospital in the Khan al-Assal region in the northern Aleppo province, as Syria's government accused rebel forces of using chemical weapons for the first time. The opposition denied the claim, saying instead that government forces might have used banned weapons.(AFP Photo / HO-SANA)

(AFP Photo / HO-SANA)

Tuttavia l’investigazione portata avanti da Carla Del Ponte a Ginevra è ancora separata da quella iniziata dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon. A marzo sono stati registrati due attacchi chimici in Aleppo e a Damasco, mentre a dicembre se ne era visto uno a Homs. con accuse incrociate tra governo e l’opposizione. Gli Stati Uniti hanno insinuato che tutti gli attacchi sarebbero stati del governo siriano, e si sono fatti più insistenti facendo pressioni per indebolire la posizione di Assad lanciando minacce come quella del segretario americano della Difesa, Chuck Hagel, il quale ha sottolineato come la Casa Bianca potrebbe cominciare apertamente a inviare armi ai ribelli siriani. Si era parlato anche di una linea rossa da non superare da parte del governo, facendo riferimento proprio all’uso di armi chimiche. Il presidente Obama aveva ammonito che in caso di uso di armi chimiche ci sarebbe stato un immediato intervento contro Damasco. Al momento però le informazioni raccolte dalle Nazioni Unite proverebbero il coinvolgimento dei ribelli nell’uso di armi chimiche, e subito dopo la diffusione di questa notizia ci sono stati gli attacchi aerei di Israele, così gli Stati Uniti hanno preferito non commentare l’incidente.

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