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mercoledì , 20 settembre 2017
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Siria. Nuovi piani della Russia?

Cosa succede in Siria? Meno di una settimana fa Assad era dato per spacciato, oggi sembra che Mosca abbia cambiato piani e abbia deciso di non abbandonare Damasco alla mercè dei ribelli e dell’estremismo islamico. 

Syria map

Gli Stati Uniti, almeno per il momento, hanno richiamato le loro navi da guerra dal Mediterraneo. Il motivo? Evidentemente la Casa Bianca ha deciso di evitare l’escalation militare in Siria dopo il dispiegamento al confine turco dei missili Patriot della Nato. Mosca dal conto suo ha voluto subito reagire alla mossa strategica americana dispiegando a Damasco i missili Iskander M9K720 (nominativo NATO SS-26 Stone). Il ministro degli Esteri Lavrov inoltre aveva smentito le voci che accusavano Mosca di aver abbandonato Assad al suo destino. Sembra chiaro che i russi abbiano voluto lanciare un messaggio chiaro all’occidente, dal momento che subito dopo tre navi da guerra russe del baltico si sono dirette al porto di Tartous. A bordo di queste navi da guerra Russe, il Novotcherkassk, lo Saratov e la nave MB-304, sono imbarcati circa 300 marinai.  Inoltre, a bordo di queste navi, son stati spediti 24 missili Iskander M 9K720 (versione aggiornata e più moderna). Quest missili hanno sicuramente creato imbarazzo, per non dire timore nel campo Occidentale oltre che ai nemici della Siria. Il peggio è che 12 di questi missili, sono stati puntati sulla Turchia, mentre il resto dei missili è stato puntato verso la Giordania e Israele.Il Presidente Putin ha tuttavia riassicurato gli Americani che l’operatività di queste armi non sarà messa nelle mani di Damasco, tuttavia la loro stessa presenza avrebbe il chiaro intento di autorizzare l’esercito siriano a procedere con la lotta ai guerriglieri ribelli. Secondo la controparte Occidentale, la Russia starebbe preparando una transizione pacifica in Siria, isolando e marginalizzando così le componenti islamiche più radicali. Inoltre qualcuno inizia ad avanzare l’ipotesi che persino l’Occidente non sia più tanto sicuro di vedere crollare il regime di Bashar al-Assad, avendo toccato con mano la presenza di terroristi islamici vicini ad Al Qaeda nell’opposizione armata a Damasco.

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