Siria. Obama gioca alla guerra e mobilita l'esercitoTribuno del Popolo
domenica , 17 dicembre 2017
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Siria. Obama gioca alla guerra e mobilita l’esercito

Il presidente americano Obama starebbe valutanto l’intervento militare in Siria: “È giunto il momento di decidere”. Il tutto mentre ancora non si ha alcuna prova che l’attacco chimico sia stato eseguito da Assad. 

C’è chi mette a repentaglio la propria vita per diffondere scomode verità, vedi Snowden, e c’è anche chi ha fretta di bombardare destra a sinistra per poi vincere il Nobel per la pace. Stiamo parlando di Barack Obama, che in queste ore ha fatto sapere che starebbe valutando le opzioni sul campo per  rispondere al sospetto attacco con armi chimiche in Siria. I suoi collaboratori sulla sicurezza nazionale starebbero studiando  l’intervento aereo della Nato in Kosovo come possibile “modello” per agire senza un mandato delle Nazioni Unite. Lo riportano vari organi di informazione statunitensi, tra i quali il New York Times. Si tratta di una decisione gravissima, ancor più che non esiste nessun motivo per bombardare la Siria dal momento che alcuna prova è stata trovata che colleghi il presunto attacco chimico alle truppe di Assad. Obama vorrebbe quindi intervenire contro il governo legittimo, senza un mandato Onu, una sorta di atto di pirateria che sarebbe una degna continuazione dell’operato degli Stati Uniti. La Russia inoltre è ancora intenzionata a mettere il veto su qualunque azione militare proposta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ma Obama potrebbe andare avanti comunque come un mulo, bypassando il Palazzo di Vetro. Non intervenire vorrebbe dire perdere in Siria e abbandonare il grande piano cominciato nel 2001 con i bombardamenti in Afghanistan. Se Assad dovesse rimanere in sella, Obama non potrebbe puntare il coltello alla gola all’Iran, e tutti i milioni di dollari inviati all’opposizione siriana sarebbero stati sprecati, ecco perchè gli Usa non possono permettersi una sconfitta a nessun costo.Se gli Stati Uniti procedessero e attaccassero un’altra nazione senza un mandato dell’Onu e senza che possano essere presentate prove valide, allora ci sarebbero questioni su un fondamento del diritto internazionale”, ha detto Obama ieri alla Cnn, nelle prime dichiarazioni pubbliche sul sospetto attacco con il gas nervino di mercoledì, Avremmo la coalizione per farlo funzionare?”.

Obama ha descritto l’attacco come “un evento chiaramente notevole di grande preoccupazione” e ha ammesso che gli Stati Uniti non hanno molto tempo a disposizione per rispondere. Ma, ha chiarito il presidente degli Stati Uniti, devono essere gli inquirenti delle Nazioni Unite a stabilire se siano state usate armi chimiche. E poco importa se secondo Russia Today satelliti russi avrebbero dimostrato che i missili sarebbero stati sparati da postazioni ribelli, ovviamente l’intervento Usa sarebbe contro Damasco. Da qui l’idea geniale di Obama di prendere il Kosovo come modello. Anche in Kosovo, come in Siria, vennero uccisi civili e la Russia aveva legami consolidati con le autorità di governo accusate degli abusi. Nel 1999 Clinton, furbo come una faina, utilizzò l’appoggio della Nato e la protezione di una popolazione vulnerabile per giustificare 78 giorni di attacchi aerei. Che non sia uno scherzo lo dimostra che il Pentagono starebbe già mobilitando le forze armate nel caso Obama optasse per un intervento militare. Lo ha annunciato nella notte il segretario alla Difesa di Washington, Chuck Hagel. Insomma, i tamburi della guerra dell’Occidente stanno battendo, ma questa volta, nel caso della Siria, sarà difficile modificare la realtà al punto da ammantare come “umanitario” quello che sarebbe un caso deliberato di pirateria internazionale.E se la Russia dovesse prenderla male? La sensazione è che gli Stati Uniti pur di difendere quelli che ritengono i propri interessi, sarebbero disposti a lanciare razzi contro chiunque.

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