Siria. Offensiva decisiva dei lealisti. La Nato medita di intervenire | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 20 settembre 2017
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Siria. Offensiva decisiva dei lealisti. La Nato medita di intervenire

Le forze governative hanno lanciato nelle ultime ore una campagna militare in grande stile per liberare Damasco e Aleppo dalla presenza ribelle. Gli osservatori Onu hanno lasciato il Paese e la Nato ora medita seriamente di intervenire direttamente contro Assad.

Ormai la situazione in Siria sembra leggermente più delineata rispetto alle scorse ore dopo che le forze di Assad hanno lanciato un vero e proprio attacco in grande stile contro le postazioni ribelli ad Aleppo e a Damasco. I lealisti hanno martellato Damasco fin dalla giornata di ieri con le artiglierie, intervenendo sul posto anche con carri armati ed elicotteri. Amnesty International ha recentemente messo in guardia dalle violenze in atto in Siria, incolpando entrambe le parti in conflitto di essere largamente responsabili di atrocità come esecuzioni sommarie senza alcun processo di civili. Il conflitto si è spostato anche al confine della Giordania, con scontri tra sunniti e ashemiti, questi ultimi alleati di Assad. E mentre come di consueto l’Occidente accusa l’Iran di introdurre illegalmente armi in Siria a vantaggio dei lealisti, sembra ormai appurata la presenza in territorio siriano di combattenti pro-ribelli provenienti da Libia, Cecenia, Qatar, Turchia e Arabia Saudita. Damasco ha fatto sapere di aver eliminato e catturato decine di terroristi stranieri, infiltratisi illegalmente in Siria per destabilizzare il governo con la violenza. In ogni caso l’offensiva lanciata in queste ore dai lealisti sembra essere quella decisiva, anche perchè l’esercito ha ripreso diversi capisaldi sia ad Aleppo sia nelle periferie di Damasco. I prossimi giorni saranno quelli più intensi, anche se i soldati regolari si dicono sicuri di poter riprendere il totale controllo di Aleppo entro tre settimane. Forse proprio per questo aumenta il nervosismo dei leader occidentali, impauriti da una sconfitta sul campo dei ribelli dal punto di vista militare, nonostante l’appoggio offerto loro in tempi non sospetti. Ieri Cameron, Hollande e Obama si sono sentiti al telefono riguardo a come sostenere l’opposizione e mettere fine agli scontri. Il vero oggetto della discussione però era come eliminare Assad, e per questo Turchia e Usa si sono incontrati ad Ankara. In sostanza, Obama è stato chiaro, se Assad dovesse mettere mano alle armi chimiche, l’Occidente attaccherebbe immediatamente. Ma per quale motivo Assad, che sta vincendo sul campo o comunque non sta perdendo, dovrebbe utilizzare armi chimiche sul suo stesso popolo alienandosi i consensi ancora consistenti che ha anche in una città come Aleppo?

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