Siria. Opposizione armata uccide il Presidente del consiglio del popolo curdo | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Siria. Opposizione armata uccide il Presidente del consiglio del popolo curdo

Grave episodio in Siria dove le brigate “Kataeb Ghorabaa al-Sham” appartenenti all’opposizione siriana hanno assassinato il Presidente del Consiglio del popolo curdo, Abed Khalil, a Ras al-Ain.

Mentre gli occhi di tutto il mondo sono giustamente orientati a Gaza e alle bombe israeliane, in Siria si continua una guerra civile senza esclusione di colpi che, fino a questo momento, è costata qualcosa come 40.000 morti. Inutile ricordare come l’Occidente dia le notizie in modo manicheo: Assad-male, opposizione-bene; ma fortunatamente negli ultimi mesi i media non hanno potuto oscurare la presenza di jihadisti radicali nelle fila dell’opposizione. Nonostante l’Occidente cerchi di destabilizzare ulteriormente Damasco riconoscendo l’opposizione del CNS, è giunta la voce dell’ennesimo attentato messo a segno da parte questa volta delle brigate Kataeb Ghorabaa al-Sham, colpevoli di aver organizzato l’assassinio del presidente del Consiglio del popolo curdo, Abed Khalil.  I curdi infatti sono da tempo schierati a favore di Assad, e diversi curdi hanno partecipato alle milizie pro-Damasco, anche per questo le brigate Kataeb Ghorabaa al-Sham hanno deciso di eliminare un personaggio importante come Khalil dopo che ieri il il leader curdo del Partito Democratico dell’Unione, Saleh Muslim, alla Reuters aveva dichiarato di essere contrario alla nuova coalizione formatasi a Doha.

Stanno facendo gli stessi errori del Consiglio nazionale siriano. Sono un colore, un religioso è la guida. Oltre il 60% del cns erano dei Fratelli Musulmani e gruppi religiosi, e hanno fatto la stessa cosa con questa coalizione”, avrebbe dichiarato facendo riferimento al recente riassemblamento dell’opposizione siriana. E ha aggiunto che i curdi nel gruppo non sono rappresentativi dei curdi in Siria, ma sono stati selezionati con cura da parte della Turchia. Riguardo ai curdi in Siria, Muslim ha precisato: “Non vogliamo il separatismo o disegnare nuovi confini. Ciò che vogliamo è il riconoscimento costituzionale della presenza curda e le garanzie costituzionali dei diritti del popolo curdo”. Inutile dire che la Turchia supporta attivamente l’opposizione anti-Assad, di conseguenza i curdi non possono che vedere, almeno in teoria, di buon occhio il governo di Damasco.

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