Siria. Ora gli Usa valutano la "difesa" dei "ribelli"Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Siria. Ora gli Usa valutano la “difesa” dei “ribelli”

Dopo i raid russi il Pentagono ha reso di noto di stare “valutando” se usare o meno la forza militare per proteggere i ribelli anti-Assad addestrati in Siria. Si tratta di una sostanziale ammissione da parte degli Usa che la sconfitta dell’Isis non è in cima all’agenda della Casa Bianca. 

Ammettiamo per un attimo che le accuse dell’Occidente alla Russia siano reali e che i russi stiano bombardando tutti i nemici di Assad. Si tratta delle accuse di Usa e ribelli siriani alla Russia, accuse ovviamente prese per buone da tutta la stampa internazionale senza la minima verifica indipendente. Anche ammettendo che i russi abbiano bombardato non l’Isis ma altre bande di ribelli, compreso Al-Nusra (Al Qaeda in Siria), ben non si comprende in che modo questi presunti ribelli addestrati dagli americani possano distinguersi dall’Isis, ancor più che si tratta di bande di guerriglieri armati di cui si ignorano finalità, appoggi e consensi. Quello che si può fare è dunque lanciare ipotesi, fermo restando che proprio nei giorni scorsi tutte le testate internazionali avevano riferito di guerriglieri armati dagli Usa che hanno consegnato armi e bagagli ad Al-Nusra, una organizzazione terroristica in piena regola (Leggi l’articolo de “Il Fatto”).

Dunque se i confini tra ribelli addestrati dalla Cia e i terroristi è labile, ben non si comprende il nervosismo della Casa Bianca, o forse lo si comprende benissimo dopo che il Pentagono (Fonte Ansa) ha detto senza mezzi termini di valutare se utilizzare la forza militare per proteggere i ribelli anti-Assad addestrati dalla Cia in Siria qualora venissero bersagliati dall’aviazione russa. A confermare questo intendimento anche fonti ufficiali del dipartimento della difesa. Insomma il vero e unico obiettivo del Pentagono e degli Stati Uniti è abbattere Assad con qualsiasi mezzo e a qualunque costo. Resta da chiedersi come mai la Casa Bianca sia pronta a tutto per difendere i “diritti umani” proprio dei siriani con tanti paesi dove si potrebbe fare altrettanto. Ne consegue che in realtà gli Usa abbiano interessi geopolitici in Siria, ovvero rimuovere Assad considerato alleato di forze “avversarie” come Russia e Iran. I discorsi umanitari quindi sono solo sterili esercizi di retorica, cui abboccano però molti perbenisti di casa nostra.

@Gracchus babeuf

 

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