Siria. Ora Mosca secondo la stampa russa pensa a un intervento militare | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Siria. Ora Mosca secondo la stampa russa pensa a un intervento militare

Secondo il quotidiano  Nezavismaja Gazeta l’esercito russo starebbe preparando un possibile intervento militare in Siria. La situazione a Damasco ormai è drammatica con oltre 13.000 morti in più di un anno di conflitto. La mossa della Russia andrebbe pensata nell’ottica di arginare le mire di Stati Uniti, Arabia Saudita e Occidente sulla Siria, l’ultimo paese alleato di Mosca nell’area dopo Teheran.

Secondo il Nezavismaja Gazeta, quotidiano russo che ha citato fonti anonime della ledership militare di Mosca, Vladimir Putin in persona avrebbe ordinato allo stato maggiore di elaborare un piano per delle operazioni militare all’esterno della Russia, anche in Siria. Il quotidiano è anche andato nel dettaglio citando le unità che parteciperanno alla missione: la 76.ma Divisione Aerotrasportata, la 15.ma Divisione dell’esercito, e anche una brigata delle forze speciali della flotta delMar Nero, con base nel porto siriano di Tartus.  Il piano delle forze armate russe prevederebbe, sempre secondo le fonti, di intervenire in Siria anche senza l’approvazione dell’Onu. Il governo russo però fino a questo momento non ha confermato nè smentito la notizia, trincerandosi dietro un no-comment. Nemmeno sette giorni fa però ben tre navi da guerra russe erano state avvistate non lontano dalle coste siriane, vi potrebbe quindi essere  una diretta relazione tra le manovre militari russe e i tentativi di Turchia, Arabia Saudita, Francia e Stati Uniti di forzare la mano contro Assad.

La Russia negli ultimi tempi si è sempre opposta a questa evenienza proponendo al contrario una soluzione politica, ovvero un piano in grado di traghettare la Siria da Assad verso un nuovo governo più democratico. Il Cremlino però teme che Assad possa essere rovesciato grazie all’internvento dell’Occidente, fatto questo che porterebbe insicurezza e instabilità agli interessi economici e politici di Mosca, dal momento che al suo posto si instaurerebbe un governo sunnita amico di Washington. Quanto in Russia abbiano preso sul serio l’eventualità di un conflitto del resto lo si può facilmente intuire ricordando le parole del primo ministro russo, Dimitri Medvedev, che non più tardi di due settimane fa aveva avvertito che un intervento militare Nato in Siria potrebbe portare rapidamente  a un’escalation che non escluderebbe l’uso di armi nucleari.

Quasi certamente a colmare il vuoto di potere lasciato da Assad saranno i sunniti, i quali intratterrebbero proficue collaborazioni con l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti contro Russia e Cina. In molti inoltre pensano che un intervento militare della Nato in Sira sarebbe nient’altro che il preludio  immediato ad una guerra contro l’Iran, paese dal quale la Cina trae una parte significativa delle sue importazioni di materie prime. Tehran è  anche la più importante alleata della Russia nel Caucaso e nel Mar Caspio, nel contrastare l’influenza degli Stati Uniti e di Israele.Sia Mosca che Teheran si sono opposti in tempi non sospetti alla costruzione di un gasdotto trans-caspico dall’Occidente,  e hanno anche rifiutato senza tentennamenti  il massiccio riarmo militare dell’Azerbaijan, promosso da Stati Uniti, Israele e Turchia. La regione del Caspio è di fondamentale importanza geopolitica. perché lega la ricca Asia centrale con l’Europa, e perché ha anche estesi giacimenti di petrolio e gas. Tutto questo potrebbe ben presto portare a un riavvicinamento tra Mosca e Pechino nell’ottica di contrastare la rinnovata aggressività della Nato.

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