Siria. Parola ai rifugiati: "Un tempo era un paradiso, oggi un campo di battaglia" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Siria. Parola ai rifugiati: “Un tempo era un paradiso, oggi un campo di battaglia”

I rifugiati che hanno lasciato la Siria a seguito della guerra sono circa mezzo milione. Circa 160.000 rifugiati sono andati in Libano, compresi palestinesi, curdi, sunniti e sciiti. 

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Prima dell’esplodere della guerra civile siriana, in Siria convivevano in pace diverti gruppi religiosi, la cui coesistenza pacifica è stata spazzata via da due anni di guerra. Muhammad Tamim è un rifiugiato siriano intervistato da Russia Today che ha abbandonato il suo paese per scappare non lontano dal campo palestinese di Yarmouk, nella periferia di Damasco. Muhammad è fuggito assieme a sua moglie e ai suoi due figli e ha detto ai giornalisti dell’emittente russa che quando sono arrivati i ribelli casa sua si è trasformata in un campo di battaglia, e ha dovuto mollare tutto per evitare il peggi. “Entrambe le parti non hanno pietà e non risparmiano i civili“, ha detto ancora Mohammad. I profughi siriani spesso abbandonano il Paese per rifugiarsi in Libano, dove la popolazione locale per fortuna spesso li aiuta a ricominciare una nuova vita, anche se sono sunniti che vivono in una comunità sciita. Ma quello che impressiona è che secondo tutti la situazione in Siria è assolutamente senza speranza. “E’ negli interessi di qualcuno dividerci“, ha spiegato Mohammed, “E’ cominciata in Siria con sunniti contro sciiti e alawiti. E’ meno pericoloso per i cristiani e i drusi, mentre gli sciiti stanno andando incontro alla morte. Non ho paole per dire quello che stiamo vivendo, c’è una cospirazione contro la Siria“. I profughi confermano che molti dei militanti provengono da Afghanistan, Pakistan e Libia, e non sono quindi siriani. Secondo i profughi intervistati sono stati proprio i ribelli ad arrivare nelle loro case, a fare buchi nelle mura per spiare quanto succede nelle strade. Sono anche stati accusati di aver saccheggiato qualsiasi cosa, e soprattutto di aver praticato quella che assume i contorni di una “pulizia etnica” contro gli sciiti, la popolazione che ha pagato il maggior tributo di morte dall’inizio della guerra. Vi sono persino testimonianze di case di sciiti che sarebbero state marchiate con croci rosse per distinguerle dalle altre, pratiche raccapriccianti che però i media occidentali preferiscono ignorare.  In generale comunque la stragrande maggioranza dei siriani ne ha abbastanza ormai della guerra, proprio per questo sono moltissimi coloro che cercano di abbandonare le zone di guerra, in un periodo in cui gli scontri si stanno facendo via via più intensi.  Sono moltissimi anche i curdi che hanno abbandonato il Paese, in particolare Aleppo, dove migliaia di persone curde hanno lasciato la città.

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