Siria. Polemiche per nuovi raid di IsraeleTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Polemiche per nuovi raid di Israele

Israele nelle scorse ore avrebbe compiuto due raid aerei in territorio siriano. Non è del resto la prima volta che accade dato che negli ultimi tre anni Tel Aviv ha colpito più volte Hezbollah con il pretesto di evitare che entrasse in possesso di armi sofisticate. Intanto i drusi del Golan accusano sempre di più Israele di prestare assistenza ai combattenti anti-Assad, tra cui i miliziani di Al-Nusra, ovvero il ramo siriano di Al Qaeda.

Quanto successo nelle scorse ore in Siria sarebbe assai grave non fosse che ormai da tre anni Israele ha violato più volte lo spazio aereo siriano senza che ci siano state ripercussioni a livello internazionale. Solo nella giornata di ieri infatti, sulla base delle voci che sono circolate e sono state riprese dalla stampa internazionale, l’aviazione israeliana avrebbe effettuato ben due raid in territorio siriano. Il primo raid avrebbe avuto come obiettivo un autoveicolo con a bordo alcuni ufficiali di Hezbollah, nel secondo caso una base a Qusaya del Fronte popolare, una formazione palestinese vicina a Damasco.

Il “Manifesto” suggerisce che un possibile obiettivo delle forze armate israeliane potesse essere Samir Kuntar, un libanese che nel 1979 era riuscito a penetrare in Israele via mare con un commando. Dopo essere stato incarcerato e condannato all’ergastolo Kuntar era stato liberato nel 2008 dopo quasi trent’anni di carcere in cambio della restituzione dei corpi di Ehud Gold­was­ser e Eldad Regev, due mili­tari israe­liani cat­tu­rati nel 2006 da Hezbollah.

Il primo dei due raid comunque avrebbe colpito la cittadina di Hader, centro abitato druso che si trova vicino al Golan ed è sotto il controllo dell’esercito siriano fedele ad Assad. Il timore degli abitanti della zona è che lo Stato Islamico o Al-Nusra possano in qualche modo prendere controllo della regione, il che significherebbe morte certa per gli abitanti sciiti e drusi. Ma qui la situazione è resa ancora più paradossale dal fatto che Israele, e questo è stato ampiamente verificato anche da siti occidentali (Leggi qui l’articolo sui rapporti Israele-Al-Nusra di Lettera 43), presti soccorso e aiuto proprio ai miliziani islamici anti-Assad, tra cui anche quelli di Al-Nusra, ovvero della branca siriana di Al-Qaeda. Come riportato da “Il Manifesto” qualche settimana fa un miliziano di Al Nusra sarebbe stato linciato dalla folla dei drusi del Golan mentre una ambulanza cercava di trasferirlo in un ospedale israeliano.

In ogni caso l’ingerenza di Israele nella guerra civile siriana è profonda, come dimostrato dal fatto che dal 2012 a oggi le forze armate israeliane hanno colpito diverse volte tanto Hezbollah quanto l’esercito siriano. Nel gennaio 2015 ben sei alti ufficiali di Hezbollah vennero uccisi con un raid aereo in territorio siriano e tra loro c’era anche Jihad Mugh­niyeh, figlio dell’ex coman­dante mili­tare dell’organizzazione, Imad Mugh­niyeh, assas­si­nato nel 2008 a Dam­sco.  La cosa incredibile è che i raid israeliani non hanno comunque mai colpito le posizioni dei miliziani jiahdisti nel Golan, e questo non ha destato alcuno scalpore nelle cancellerie occidentali che, a parole, fingono di voler combattere il terrorismo islamico. La sensazione è che dopo il raggiungimento dell’accordo tra la comunità internazionale e l’Iran sul nucleare, Israele abbia aumentato il proprio nervosismo decidendo di intervenire direttamente contro Hezbollah, considerato il principale alleato della Repubblica Islamica nella regione. E con la Turchia che preme a nord, la sensazione è che la guerra civile siriana stia diventando una guerra regionale potenzialmente globale.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top