Siria. Pronti piani segreti per armare e appoggiare i ribelli | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Siria. Pronti piani segreti per armare e appoggiare i ribelli

Si continua a combattere in Siria tra Aleppo e Damasco, con l’esercito regolare che ha lanciato pesanti controffensive vicino ai centri urbani, lasciando le campagne ai ribelli. Ora però secondo il Sunday Times gli americani avrebbero ultimato un piano per fornire nuove armi all’opposizione ad Assad. Intanto il gruppo islamista radicale Al-Nusra, colpevole di diversi attentati, è stato definito un gruppo terroristico anche dall’Occidente.

sirian

Una soluzione al conflitto che in Siria ha già provocato ben di più di 30.000 morti sembra ancora molto lontana per diversi motivi. Da un lato Bashar al-Assad si rifiuta di arrendersi, anche perchè a differenza che nel caso della Libia il suo esercito si è mostrato tutto sommato fedele, e una parte significativa della popolazione sembra ancora essergli fedele, soprattutto per il timore delle violenze degli islamici più radicali, la parte più attivamente coinvolta negli scontri contro l’esercito siriano. La situazione sul campo è di stallo dal momento che l’esercito ha deciso di lasciare le campagne e i piccoli centri ai ribelli per asserragliarsi nelle città. In quest’ottica nelle ultime ventiquattro ore l’esercito siriano ha lanciato diverse controffensive (Fonte Sana) a Deir Ezzor, dove sarebbero stati eliminati quattro ribelli, e nell’hinterland di Damasco, dove sarebbero stati uccisi altri 45 ribelli. Sempre a Damasco i ribelli avrebbero infiltrato diversi cecchini nei pressi della scuola internazionale di Aqraba, ma l’esercito sarebbe riuscito a mettere in sicurezza l’area. Viceversa le forse dell’Esercito Libero siriano avrebbero conquistato alcuni paesi di frontiera al confine con la Turchia.

Questa è dunque la situazione sul campo, una situazione di guerra civile vera e propria, con scontri anche furibondi in alcune zone di Aleppo e Damasco. I ribelli comunque non sembrano essere in grado di assestare un colpo definitivo al governo di Damasco, e come hanno riportato diversi giornalisti internazionali avrebbero subito gravissime perdite negli assalti degli ultimi giorni. Anche per questo, e per impedire una controffensiva dell’esercito, ancora ben armato, secondo il quotidiano britannico The Indipendent una coalizione internazionale, di cui farebbe parte anche la Gran Bretagna, starebbe mettendo a punto un piano per addestrare i ribelli siriani che stanno combattendo contro il regime di Bashar al Assad e fornirgli un sostegno aereo e navale. Secondo The Independent, il generale David Richards, comandante delle Forze armate britanniche, nei giorni scorsi avrebbe avuto colloqui confidenziali a Londra con i responsabili militari di  Francia, Turchia, Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti, e Stati Uniti. Secondo il quotidiano tali colloqui si sarebbero svolti su esplicita richiesta del primo ministro britannico David Cameron, che sarebbe convinto si debba fare di più e subito per fermare il conflitto in Siria. Il ministero della Difesa britannico, dal conto suo, non ha voluto confermare queste informazioni, ma ha ribadito il suo impegno a trovare una soluzione diplomatica alla crisi, ammettendo di aver avuto contatti con “i suoi alleati, compresi gli Stati Uniti“.

Anche il Sunday Times, altro quotidiano britannico, ha spiegato che gli Stati Uniti avrebbero varato una operazione segreta per inviare armi ai ribelli siriani per la prima volta in modo diretto. Il quotidiano ha detto che potrebbero essere inviati mortai e missili RPG e anticarro attraverso i paesi alleati in Medio Oriente. Secondo il Sunday Times gli Stati Uniti avrebbero acquistato queste armi dal dissolto regime di Muammar Gheddafi, proprio per riutilizzarle in qualche modo poco dopo. Il presidente Obama inoltre avrebbe rivelato alla Cia la necessità di elaborare una missione segreta per rifornire con queste armi i ribelli.

Infine il governo di Assad ha messo a segno una importante conquista diplomatica. Il Fronte Jabhat al-Nusra infatti, uno dei gruppi radicali islamici che ha preso le armi contro Assad, è stato infatti ritenuto a partire da oggi una organizzazione terroristica. La decisione è stata presa da Washington  e serve a prendere le distanze dagli eccessi di violenza di una certa parte del fronte ribelle anti-Assad. Il quotidiano russo Kommersant, intanto, ha scritto che Mosca e Washington starebbero cercando di trovare un’intesa per realizzare in Siria un governo transitorio e democratico.

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