Siria. Rapporto Onu conferma responsabilità dei ribelli nell'uso di armi chimicheTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Siria. Rapporto Onu conferma responsabilità dei ribelli nell’uso di armi chimiche

Siria. Rapporto Onu conferma responsabilità dei ribelli nell’uso di armi chimiche

Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, ha presentato il rapporto finale della commissione che doveva indagare sulle armi chimiche in Siria. Le armi chimiche sarebbero state utilizzate in diverse occasioni contro obiettivi civili e militari, fatto questo che conferma la responsabilità dei ribelli e inchioda l’Occidente di fronte al suo fallimento.

Ormai nessuno ne parla più, ma a fine agosto il mondo rischiava di piombare in quella che poteva configurarsi anche come la Terza Guerra Mondiale. Alludiamo a quanto successo a Ghouta, quando a fine agosto tutto il mondo si indignò di fronte ai video che mostravano centinaia di civili siriani inermi morire per colpa dei gas. Ovviamente tutti i media attribuirono la colpa ad Assad, prendendo per buone testimonianze di parte, un capolavoro di media war che stava per trascinare gli Stati Uniti in guerra con la Siria. Solo la ferma presa posizione da parte della Russia di Vladimir Putin portò alla soluzione diplomatica, quando ormai un attacco americano contro Damasco sembrava inevitabile. Ora però, mentre già sono cominciati i lavori per la distruzione dell’arsenale chimico da parte di Damasco (in base all’accordo raggiunto con le Nazioni Unite), è arrivato il rapporto finale della commissione, guidata da Ake Sellstrom, incaricata d’indagare sulle armi chimiche in Siria. Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, ha dichiarato: “Prendo atto con profonda preoccupazione che gli esperti Onu hanno raccolto prove e informazioni che confermano l’uso di armi chimiche in diverse occasioni e in più siti contro civili e contro obiettivi militari”, ha spiegato Ban, condannando tali atti e invocando la fine del conflitto siriano”. Questo implica che le Nazioni Unite hanno accertato l’utilizzo di armi convenzionali in almeno 5 occasioni e, proprio come aveva sottolineato in passato Carla Dal Ponte, membro della Commissione Onu sulle violazioni ai diritti umani in Siria, in molti casi i responsabili sono risultati essere proprio i ribelli armati da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita, Turchia, Israele e Qatar. Sulla base dei dati esaminati le armi chimiche sarebbero state utilizzate sia contro obiettivi militari che civili. E’ il caso di Khan al-Asal, non lontano da Aleppo, dove morirono 25 tra civili e soldati a causa di un attacco chimico ribelle, oppure a Jobar, all’inizio di agosto. Per arrivare a queste conclusioni la Commissione ha intervistato decine di persone e controllato 14 casi sospetti; si è giunti a prove concludenti solamente in cinque casi, con la certezza che ben tre sarebbero stati realizzati dai miliziani anti-Assad, mentre sugli altri due non si ha la certezza. Insomma un quadro completamente contrastante con quello offerto dalla Casa Bianca, che riteneva impossibile le armi chimiche fossero state utilizzate dai ribelli, una colossale bugia che ora viene nascosta dal silenzio dei media, che preferiscono tacere quella che si configura come una topica spaziale. Anche Ban Ki-moon si rivela essere per quello che è, una marionetta priva di poteri dal momento che in occasione dell’attacco di Ghouta aveva preso immediatamente posizione anche senza prove contro Damasco, mentre ora di fronte alle prove reali rifiuta di prendere posizione contro i ribelli. Il rapporto dell’Onu comunque fuga ogni dubbio e rimane lì a dimostrare la colossale bugia raccontata da Obama e Romney all’opinione pubblica mondiale e americana. Secondo diverse fonti Obama avrebbe sostanzialmente ignorato le informazioni offertagli dai servizi segreti americani che indicavano che proprio i ribelli jihadisti costruivano e utilizzavano armi chimiche. Un silenzio assordante quello dell’Onu, un silenzio che la dice davvero lunga sul modo con cui si cerca di stravolgere la verità.

Noi del Tribuno del resto avevano scritto per tempo di essere assolutamente scettici che dietro l’attacco di Ghouta potessero esserci le truppe di Assad, che all’epoca avevano appena acquisito un grande vantaggio militare sul campo e non avevano quindi alcun motivo strategico per operare un massacro di quelle proporzioni, peraltro proprio mentre alcuni ispettori Onu erano appena arrivati in Siria per studiare alcuni siti dove Damasco aveva lamentato l’uso di armi chimiche da parte dei ribelli. Del resto anche la suora  Agnes-Mariam de la Croix nei drammatici giorni della crisi, aveva chiaramente sostenuto che fossero stati i ribelli i principali responsabili del divampare della violenza, ma i media la ignorarono bellamente, forse perchè aveva accusato direttamente proprio il mainstream di occultare quello che aveva definito apertamente come un “genocidio”. Questa suora è stata quindi bollata come “lealista” e le è stato impedito di parlare alla conferenza “Stop the War” organizzata in Gran Bretagna, uno dei paesi più attivi nel fomentare la rivolta anti-Assad. Ormai l’opposizione siriana sembra essere finita completamente nelle mani dei jihadisti più radicali, e quello che rimane dell’Esercito Libero Siriano è ormai impegnato a difendersi per sopravvivere. Pochi giorni fa  il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito libero siriano (Esl), Salim Idris, è stato costretto a lasciare la Siria e a rifugiarsi a Doha, in Qatar, dopo che il Fronte islamico li ha scacciati. Questa rotta ha convinto Washington a smettere di inviare armi in Siria, ma la decisione è stata presa ormai troppo tardi, quando ormai le bande jihadiste sono state armate alle porte del Mediterraneo. Secondo le stime dell’International Center for Study of Radicalization, i giovani occidentali di fede musulmana che dal 2011, zaino in spalla, sono partiti per combattere al fianco dei ribelli sono circa 600, ma secondo altre fonti ci sarebbero migliaia di europei pronti a tornare in Europa una volta finito il conflitto portando potenzialmente la guerra anche in casa nostra.

IL RAPPORTO FINALE SULL’USO DELLE ARME CHIMICHE IN SIRIA – ENGLISH VERSION 

 

http://www.globalresearch.ca/the-un-mission-confirms-that-rebels-were-in-possession-of-chemical-

weapons/5361459

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