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lunedì , 16 gennaio 2017
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Siria. Ribelli sotto accusa per crimini di guerra

Dopo le recenti immagini di un video amatoriale che mostra l’esecuzione sommaria di una decina di soldati e miliziani lealisti, finalmente l’Onu ha preso le distanze configurando il reato di crimini di guerra.

Si complica ulteriormente la crisi siriana. Fino a ieri l’Occidente provava in tutti modi a portare avanti la narrazione di una Siria in fiamme solo e unicamente per colpa di Bashar al-Assad, oggi invece più nessuno riesce a occultare i terribili massacri perpetrati dalle milizie antigovernative, massacri che ora finalmente hanno scatenato la condanna unanime di Onu, Amnesty International e del Consiglio nazionale siriano, la principale piattaforma di oppositori all’estero che ha chiesto ai leader dell’Esercito libero. A scatenare la levata di scudi della comunità internazionale la trasmissione di un video amatoriale che ha mostrato l’esecuzione da parte de ribelli siriani di una decina di soldati lealisti, esecuzione avvenuta senza alcun processo e nella completa illegalità. Non è il primo video che immortala soldati fedeli ad Assad venire linciati o fucilati senza pietà, ma [GUARDA IL VIDEO] questa volta, nessuno ha potuto negare l’evidenza. Anzi si tratterebbe di un massacro persino più grande dato che secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani i militari freddati sarebbero stati 78.

La vicenda, verificatasi ieri nel nord della Siria secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), è stata ripresa da un filmato diffuso nelle ultime 24 ore e la cui autenticità non può essere verificata in maniera indipendente. Le immagini dell’uccisione di quei miliziani e soldati lealisti, in abiti civili, hanno fatto notizia.Il portavoce dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, Rupert Colville, ha detto che il video “sarà esaminato con attenzione“. “Quei soldati non erano più combattenti, erano prigionieri e quindi molto probabilmente si tratta di un crimine, di un altro crimine di guerra“, ha detto. Il video è stato reso pubblico grazie alla Ondus, una associazione che racconta le violazioni dei diritti umani. Dopo aver visionato il filmato persino il governo di Londra ha voluto manifestare la sua profonda preoccupazione a riguardo, e Amnesty International ha invece parlato di un “potenziale crimine di guerra“. Il Cns quindi è in vivo imbarazzo non essendo mai riuscito a imporre una propria leadership sulla rivolta, ormai infiltrata da decine di gruppi jihadisti incontrollabili. Il Cns ha chiesto di assicurare alla giustizia i responsabili del massacro, ma è chiaro che non accadrà. E tutto questo accade a due giorni dalla conferenza di Doha dove le varie anime delle opposizioni siriane tenteranno di riunirsi in un’unica voce.

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