Siria. Russia all'attacco: "Prove Usa non convincono"Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Siria. Russia all’attacco: “Prove Usa non convincono”

Il ministro degli Esteri Lavrov ha detto che le prove fornite dalla Casa Bianca contro Assad relativamente all’attacco chimico del 21 agosto non forniscono dati certi. E intanto Obama ha invitato McCain alla Casa Bianca per programmare l’intervento in Siria.

Barack Obama ha le idee chiare: guerra a tutti i costi alla Siria. Quello che non convince molto però sono le prove fornite dalla Casa Bianca per dimostrare che ci sarebbe Damasco dietro l’attacco chimico di Ghouta del 21 agosto. Inutile dire che le quattro pagine in Pdf messe a disposizione dagli Stati Uniti sono suonate quasi come una presa in giro dal momento che, nella sostanza, gli americani hanno chiesto al mondo di credergli sulla parola. Non una prova che sia una è stata esibita di fronte all’opinione pubblica a oltre dieci giorni dall’incidente di Ghouta, un chiaro segno dell’incapacità degli americani di dimostrare che sia stato Assad a dare l’ordine dell’attacco chimico. Come se non bastasse l’atteggiamento isterico statunitense ha fatto infuriare Mosca, stretto alleato di Damasco, con il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che ha detto chiaramente di non essere minimamente convinto dalle prove fornite dagli Stati Uniti: “Quello che ci hanno mostrato in precedenza e più di recente i nostri partner americani, come pure quelli britannici e francesi, non ci convince assolutamente“.Ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di specifico e che non ci convincono“, ha ribadito Lavrov parlando davanti agli studenti dell’Università moscovita ‘Mgimo’. ”Non ci sono né mappe geografiche né nomi né alcuna prova che che i campioni siano stati prelevati da professionisti“, ha proseguito il ministro, “e neppure contenevano alcun commento sul fatto che molti esperti hanno messo in forte dubbio i video che girano su Internet“. Infine Lavrov ha nominato anche l’alleato cinese: “Russia e Cina sono esclusivamente per soluzioni diplomatiche” e sono “contrarie al ritorno al linguaggio degli ultimatum e alla rinuncia del negoziato“. Insomma Mosca non crede a una parola, e come darle torto! Kerry è comparso in televisione pretendendo di venire creduto sulla parola, ha detto che i campioni raccolti dai primi soccorritori il 21 agosto sarebbero stati risultati positivi al test sarin, ma ovviamente non ha fornito alcuna prova a supporto delle sue parole. Poi ha paragonato Assad a Saddam e Hitler, la solita retorica patetica americana che ha bisogno di “costruire il nemico” per fare digerire alla sua opinione pubblica una nuova guerra. E intanto l’invito fatto da Mosca a Obama a recarsi in Russia continua a rimanere valido, lo ha sottolineato lo stesso Lavrov che ha ricordato anche come la Casa Bianca abbia annullato il vertice bilaterale che era previsto a Mosca prima del G20. Per tutta risposta Obama però ha invitato alla Casa Bianca John McCain, una chiara operazione volta a convincere gli indecisi sull’opportunità dell’intervento limitato in Siria.Secondo me non può essere solo un lancio di missili da crociera” ha dichiarato McCain al programma televisivo della Cbs ”Face the Nation”, parlando del possibile attacco statunitense alla Siria. E proprio McCain da tempo rappresenta uno dei più interventisti che vorrebbe una vera e propria invasione della Siria, al punto che mesi fa si era recato direttamente in Siria per farsi fotografare con diversi gruppi di ribelli.

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