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lunedì , 29 maggio 2017
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Siria. Sconfinamenti turchi all’ordine del giorno

Secondo fonti locali riportare dal sito russo RT.com diversi mezzi militari turchi avrebbero sconfinato nel Nord della Siria per costruire una barriera sul confine siriano. Il tutto dopo che l’artiglieria turca ha colpito obiettivi curdi nella zona di Aleppo ignorando gli ammonimenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. 

La tensione non accenna a diminuire nel nord della Siria, e anzi è in continuo aumento soprattutto dopo che Ankara sta progressivamente decidendo di farsi coinvolgere in una escalation militare. Gli attentati dei giorni scorsi ad Ankara contro convogli di soldati e che il governo turco attribuisce a Ypg e Pkk, e quindi ai curdi, hanno rinfocolato ulteriormente la tensione già alle stelle, e la situazione sembra non promettere nulla di buono. Secondo alcune fonti locali curde nominate da Russia Today infatti, nelle scorse ore veicoli militari turchi avrebbero sconfinato in Siria in zone presidiate dai curdi per costruire una barriera al confine presso la località Meidan Ekbis. Sulla base delle ricostruzioni del sito russo dozzine di veicoli militari turchi sarebbero avanzati per circa 200 metri in Siria nella regione di Aleppo (Fonte ANHA news). Si tratta della zona di Afrin, una zona a predominanza curda come evidenziato da un censimento effettuato nel 2004 che individuava in più di 170.000 i curdi della regione. Quest’area peraltro negli scorsi anni è entrata a far parte della regione autonoma de facto del Rojava, un esperimento di autogoverno molto interessante messo su dalla comunità curda sin dal 2013.

Tutto questo comunque avviene poco dopo che le forze armate turche hanno bombardato massicciamente le posizioni delle milizie curde dell’Ypg nel nord della Siria, causando peraltro anche diverse vittime civili che evidentemente però contano poco per i media occidentali. Peraltro l’esercito turco ha continuato a bersagliare l’Ypg anche dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti ha ammonito Ankara ricordandole di rispettare la legge internazionale. Il nord della Siria infatti è un vero e proprio baluardo e bacino di consensi per Partito di Unione Democratica curdo, PYD, considerato da Ankara alla stregua di un gruppo terroristico come il PKK. Gli Usa però non considerano il PYD un gruppo terroristico e lo hanno anche rifornito di armi e fondi per combattere lo Stato Islamico, fatto questo che ha aumentato il nervosismo dei turchi che stanno peraltro mettendo a ferro e fuoco tutto il sud-est della Turchia e diverse zone dell’Iraq con presenza curda.

Photo Credit

Fonti Utili: 

http://en.hawarnews.com/dozens-of-turkish-military-vehicles-cross-into-rojava/#prettyPhoto

https://www.rt.com/news/332924-turkish-vehicles-cross-syria/

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