Siria. Se l'Isis prendesse Damasco sarebbe genocidioTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Siria. Se l’Isis prendesse Damasco sarebbe genocidio

Siria. Se l’Isis prendesse Damasco sarebbe genocidio

Mentre il mondo si indigna per l’ennesimo massacro del Califfato a Palmira nessuno però ne trae le opportune conseguenze. Assad e Damasco sono l’unico vero nemico dell’Occidente, ed è proprio nell’ottica di far cadere Assad che l’Occidente si sta muovendo. Peccato che se Assad dovesse cadere questo significherebbe che lo Stato Islamico occuperebbe le zone di sciiti, alawiti e cristiani, per quello che sarebbe un autentico genocidio.

L’Occidente dice di voler combattere lo Stato Islamico ma la notizia delle ultime ore è che gli Usa e la Turchia aiuteranno altri ribelli siriani nella zona, il che tradotto significherà che aiuteranno a indebolire Damasco e quindi, indirettamente, a rafforzare il Califfo. Ormai il Re è nudo ed è facilmente verificabile come gli unici che stiano affrontando sul campo l’Isis siano militanti sciiti e le forze regolari siriane di Assad che, piaccia o no, ormai sono le ultime e uniche forze rimaste a difendere milioni di civili che il Califfato reputa essere carne da macello. Se Assad capitolasse o si arrendesse le truppe del Califfato entrerebbero a Damasco con conseguenze terrificanti e centinaia di migliaia di alawiti, cristiani, laici, socialisti, sciiti e altri accusati di collaborazionismo verranno tutti massacrati senza pietà proprio come successo con quattrocento persone a Palmira e in Iraq. Tutto questo avverrebbe sotto gli occhi della comunità internazionale, una comunità che continua pervicacemente a fare orecchie da mercante e a sostenere di voler sconfiggere l’Isis salvo poi rimanere a guardare mentre attacca le città siriane. Insomma Obama e soci vorrebbero che Assad si arrendesse, ma per fare spazio a chi? I ribelli moderati ormai non esistono più e la resa di quello che tanti democratici presunti chiamano “regime” significherebbe omicidi di massa e l’applicazione della Sharia su larga scala, oltre che provocherebbe milioni di profughi. Nella zona di Latakia e della costa vivono infatti molte minoranze, così come a Damasco, da quella alawita e sciita a quella drusa, ma anche cristiani che rischierebbero di venire giustiziati senza troppi complimenti. In tutto questo gli Usa fanno finta di nulla e continuano a sostenere l’insostenibile, ovvero di voler andare contro lo Stato Islamico senza favorire Assad, il che tradotto significa non incidere contro l’Isis e condannare a morte migliaia di persone indebolendo l’esercito che così non sarebbe più in grado di difenderlo.

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