Siria. Senato Usa dice sì a intervento, si avvicina l'ora XTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Senato Usa dice sì a intervento, si avvicina l’ora X

Il Senato americano si è accordato sulla bozza di risoluzione che autorizza l’intervento militare in Siria. L’intesa raggiunta prevederà un limite di 60 giorni per l’operazione, ma non ha approvato una missione di terra. Una volta approvato, il testo dovrà poi essere votato in aula il 9 settembre. 

Alla fine è stato raggiunto l’accordo al Senato statunitense sulla bozza di risoluzione che autorizza l’intervento militare in Siria. I leader della commissione Affari esteri del Senato hanno quindi raggiunto un’intesa per l’operazione militare in Siria con un limite di 60 giorni e la possibilità di una sola proroga di un mese previa l’approvazione del Congresso. Le commissioni hanno però esplicitamente escluso l’uso di forze di terra e se verrà approvato, come appare ormai scontato, potrà essere votato il 9 settembre quando riapriranno i battenti del Parlamento. Bob Menendez e Bob Corker, i presidenti della commissione democratico e repubblicano hanno raggiunto l’intesa dopo che la linea Obama era stata sostenuta anche dal presidente della Camera dei rappresentanti, il repubblicano John Boehner. Questo testo sostituirà quindi il testo che era stato inviato sabato al Congresso e che, secondo molti, avrebbe concesso a Obama troppo margine di manovra. “La commissione Affari esteri del Senato ha elaborato un’autorizzazione al ricorso alla forza militare che riflette la volontà e le preoccupazioni di democratici e repubblicani”, ha reso noto Menendez con un comunicato in cui si sottolinea che la risoluzione “non autorizza l’impiego di forze armate americane sul suolo siriano” e che l’operazione dovrà essere “limitata” nel tempo

Tutto ok dunque? Assolutamente no, Vladimir Putin non ha digerito questa manovra americana e il presidente russo ha dichiarato ancora una volta che solo quando si riuscirà a dimostrare l’effettiva responsabilità di Assad allora si potrà parlare di eventuali interventi armati. E intanto Barack Obama,  sempre più convinto di andare avanti con la guerra, è partito per la Svezia, dove nel 2009 a Stoccolma gli fu recapitato il Nobel per la pace. Una piccola tappa prima di raggiungere San Pietroburgo per il G20 di giovedì e venerdì. Sarà molto difficile però riuscire a far cambiare idea alla Casa Bianca dal momento che ormai le portaerei sono già dislocate sul posto e tutto sembra pronto per colpire Damasco.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top