Siria. Si apre Ginevra 2, ma Assad sembra l'unico "vincitore"Tribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Si apre Ginevra 2, ma Assad sembra l’unico “vincitore”

Cominciata la conferenza di pace di Ginevra 2 con la inspiegabile assenza forzata dell’Iran. Alla fine l’unica via d’uscita al conflitto sembra essere una pacificazione che parta da una autodeterminazione elettorale, alla quale sarebbe impensabile escludere Bashar al-Assad.

Mentre le parti interessate al massacro siriano si siedono alle trattative di Ginevra 2, in Siria la guerra civile continua con le truppe governative ormai sempre più padrone del campo e una opposizione sempre più divisa tra estremisti islamici e opposizione laica. Così, mentre ormai i morti sono più di 130.000, e mentre l’Iran è stato inspiegabilmente escluso dalle trattative, la conferenza di pace è andata avanti nonostante si sia resa evidente ormai in modo plastico l’inconsistenza del variegato fronte anti-Assad, incapace di darsi una unità comune e degli obiettivi comuni. Assente al tavolo anche il Fronte Islamico, per l’appunto impossibile da ignorare dal momento che gran parte dell’opposizione sul campo ad Assad è ormai proprio rappresentata dalle forze di Al Nusra vicine ad Al Qaeda e altri gruppi simili. Appare quindi chiara l’inconsistenza di questa conferenza, non fosse che rende evidente che qualsiasi piano futuro per la pacificazione della Siria debba partire proprio da Damasco e da Assad, a oggi l’unico riferimento rimasto saldo sul terreno. Anche perchè gli islamici non intendono trattare con nessuno, vogliono vincere sul campo ed eliminare chiunque non la pensi come loro, pro o contro Assad che sia. Inoltre proprio gli stessi ribelli che non vogliono sedersi al tavolo delle trattative sono gli stessi che sul terreno stanno nei fatti perdendo la guerra. Quello che i media preferiscono tacere è che Assad è oggi molto più forte dei mesi scorsi, con Kerry, gli Usa, Hollande e la Gran Bretagna ormai ampiamente compromessi con la grottesca vicenda dei gas di questa estate senza essere mai riusciti a provare che ci fosse Damasco dietro l’attacco. Inoltre i media non dicono che una cospicua parte della gente siriana, e non solamente gli alawiti, sono tutti sostenitori di Assad e sono pronti a supportarlo in tutti i modi. Anche per questo motivo il ministro degli Esteri siriano Muallem ha preso la parola per quasi mezz’ora, mostrandosi sicuro di sè. A tre anni dall’inizio della crisi le soluzioni sembrano essere solo due: Assad e pacificazione oppure guerra e l’ombra opprimente dei jihadisti.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top