Siria. Si aspetta l'ora "X". Damasco è pronta a rispondereTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Siria. Si aspetta l’ora “X”. Damasco è pronta a rispondere

L’attacco a Damasco sembra ormai imminente dopo l’annuncio di ieri degli Stati Uniti di presunte prove contro Assad. Obama è ormai deciso ad andare avanti da solo, e un attacco potrebbe ora essere lanciato in qualsiasi momento. 

Damasco attende che gli Stati Uniti decidano di lanciare il loro attacco. Si è capito ieri che la pace è una opzione non prevista per la sfortunata regione mediorientale, quando John Kerry nel suo discorso ha nuovamente accusato Bashar al-Assad di essere stato lui l’autore del massacro col gas del 21 agosto. E ora l’attacco militare americano sembra veramente alle porte, anche se le prove espresse dagli americani, in realtà, non provano assolutamente nulla. Si tratta di quattro pagine in Pdf diffuse ieri dall’amministrazione americana, quattro pagine in cui tutte le accuse sono state messe nero su bianco, ma in cui non emerge nessuna prova fattiva che metta Damasco di fronte alle proprie responsabilità. Si fa riferimento a intercettazioni che inchioderebbero alcuni ufficiali del regime, ma si precisa anche che non è possibile far vedere tutte le prove, così in sostanza gli americani chiedono all’opinione pubblica mondiale di credere sulla parola. Intanto, in mattinata, gli ispettori delle Nazioni Unite mandati a Damasco per indagare sull’uso di armi chimiche hanno lasciato la Siria per arrivare in Libano. L’esito della loro missione significherà molto per l’Europa e per quei paesi finora contrari a un intervento militare come l’Italia e la Germania, ma non a far cambiare idea alla Casa Bianca, che a questo punto ha deciso: bombarderà. Ci vorranno comunque almeno due settimane prima di avere il risultato dei test sui campioni prelevati sul campo dagli ispettori delle Nazioni Unite. Un attacco quindi potrebbe avvenire in qualsiasi momento, lo hanno riferito alcune fonti della sicurezza siriana alla tv panaraba Al Arabiya, aggiungendo che l’esercito siriano sarebbe pronto a rispondere colpo su colpo.

Al momento sarebbero sei le navi militari americane mobilitate nel Mediterraneo Orientale, tutte cacciatorpediniere armate con missili di crociera che attendo solo l’ordine di Obama per bombardare la Siria. E l’ombra delle cannoniere è arrivata fino a Damasco, così centinaia di siriani hanno cominciato a fuggire verso il Libano, cercando di mettersi in salvo prima dell’ inizio delle ostilità. Cosa succederà adesso? Accade che dopo i missili americani tutto potrebbe succedere, un rischio di escalation globale che potrebbe cambiare per sempre alleanze e storia della regione. Damasco continua a respingere ogni accusa di aver preso parte al massacro del 21 agosto e annuncia ritorsioni immediate; quali armi Mosca avrà già consegnato alla Siria? E soprattutto, Hezbollah invaderà Israele dopo l’attacco degli Stati Uniti? Sono tutti interrogativi che lasciano con il fiato sospeso, soprattutto perchè ormai ad essere ai ferri corti sono Stati Uniti e Russia, con Vladimir Putin letteralmente infuriato dal fatto che Washington voglia fare da sè anche indipendentemente dall’Onu: “Un attacco militare americano alla Siria sarebbe alquanto spiacevole.

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