Siria. Si avvicina Ginevra 2 ma tra i ribelli e jihadisti è guerra apertaTribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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Siria. Si avvicina Ginevra 2 ma tra i ribelli e jihadisti è guerra aperta

Siria. Si avvicina Ginevra 2 ma tra i ribelli e jihadisti è guerra aperta

Continua la guerra in Siria ma il fronte interno all’opposizione tra ribelli e jihadisti è ormai esploso provocando oltre 700 morti. E intanto la conferenza di Ginevra del 22 gennaio si avvicina sempre di più.

La conferenza di Ginevra incombe, sarà il 22 gennaio, ma è ancor avvolta nell’incertezza dal momento che non si sa nemmeno chi vi prenderà parte per quanto riguarda lo schieramento dell’opposizione al governo di Bashar al-Assad. Proprio Assad, che fino a un anno fa veniva ritenuto sul punto di capitolare, ormai è riuscito a ottenere un nuovo vantaggio strategico dal punto di vista militare sul terreno, di conseguenza appare impensabile che a Ginevra si parlerà della Siria del post-Assad dal momento che due anni e mezzo di guerra civile non sono riusciti, nonostante oltre 130.000 morti, a piegare il governo di Damasco. Negli ultimi mesi poi si è aperto un secondo fronte, quello tutto interno all’opposizione siriana, sempre più divisa tra ribelli e jihadisti, uno scontro che ormai ha raggiunto livelli drammatici al punto che secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, dal 3 all’11 gennaio sarebbero stati oltre 700 gli uccisi da una parte e dall’altra nel nord del Paese. Come se non bastasse gli jihadisti in pochi giorni avrebbero anche compiuto circa 16 attentati kamikaze, segno che ormai è diventata una guerra di tutti contro tutti. Le divisioni interne all’opposizione, con laici e moderati da una parte ed estremisti islamici dall’altra, hanno ovviamente rafforzato ulteriormente l’esercito siriano, e ora è rimasta solo più l’Arabia Saudita sul campo a finanziare attivamente i ribelli.

Human Rights Watch inoltre ha accusato i gruppi armati dell’opposizione siriana di imporre  regole discriminatorie severe sulle donne e sulle ragazze, regole che non hanno una base nella legge siriana. Hrw ha intervistato qualcosa come 43 rifugiate dalla Siria nel Kurdistan iracheno e ha condotto anche interviste telefoniche con due rifugiate in Turchia a novembre e dicembre del 2013. Come riportato da Internazionale, quasi tutte le persone intervistate hanno ammesso che i gruppi dell’opposizione come al-Nusra e l’Isis (Stato islamico di Iraq e Sham) avrebbero applicato in modo estremista la Sharia, ovvero la legge islamica, obbligando le donne a portare veli e abiti lunghi con la minaccia continua di punizioni. Per non parlare delle minacce alle donne di non frequentare scuole e i luoghi di lavoro, davvero un bel biglietto da visita per le bande armate finanziate dall’Occidente in nome della guerra per i diritti umani. Visto e considerato che le donne in Siria hanno sempre goduto di una vasta libertà, appare con nettezza la violenza e l’ingiustizia che si sta abbattendo in questi giorni contro il popolo siriano.Gruppi estremisiti come l’ISIS e Jabhat al-Nusra stanno minando le libertà di cui le donne e le ragazze siriane hanno a lungo goduto, che sono state una forza di lunga durata della società siriana” ha dichiarato oggi Liesl Gernholtz, direttrice dei Diritti delle donne a Huamn Rights Watch. “Che genere di vittoria promettono questi gruppi alle donne, che vedono i loro diritti svanire?”.  E ancora, “Gruppi come Isis e al-Nusra sostengono di far parte di un movimento sociale ma sembra che il loro obiettivo sia piuttosto quello di diminuire la libertà per le donne e le ragazze, piuttosto che di fornire qualche beneficio sociale. Come abbiamo visto in Somalia, Mali e altrove questo genere di restrizioni sono il preannuncio di un completo crollo dei diritti delle donne e delle ragazze”. 

Chiaramente questo è uno dei motivi che ha spinto molti, che in un primo momento avevano condiviso la rabbia nei confronti di Assad, a schierarsi proprio con quest’ultimo contro l’estremismo islamico, fatto questo che ha alienato ai cosiddetti ribelli gran parte dei consensi iniziali. Così ci si avvicina in questo contesto a Ginevra 2, il 22 gennaio, luogo nella quale si valuterà la possibilità di avviare un processo di pace a medio lungo termine per arrivare finalmente alla pace tanto attesa. Peccato che quasi tutta l’opposizione non sia disposta a trattare fin quando Assad rimarrà al suo posto, una pregiudiziale che visto anche l’andamento della guerra sembra essere inaccettabile.

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