Siria. Si combatte ad Aleppo, ormai è "guerra civile araba" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Siria. Si combatte ad Aleppo, ormai è “guerra civile araba”

Dopo la vittoria delle truppe fedeli ad Assad ottenuta a Damasco contro i disertori dell’Esercito Siriano libero, ora il fronte sembra essersi spostato a Nord, nella città di Aleppo, dove sarebbero in corso da giorni pesantissimi combattimenti. Intanto la guerra civile siriana assume sempre di più i connotati di una “guerra” interna al mondo arabo, con  panarabisti da una parte, e panislamici dall’altra.

Cosa succede in Siria? Definirla come una semplice guerra civile tutta interna alla vicende siriane sarebbe quantomeno riduttivo dal momento che le forze in gioco in questo momento nel paese arabo superano abbondantemente la portata meramente locale del conflitto. Le truppe di Assad hanno ripulito Damasco ormai da una settimana dagli uomini dell’Esercito Siriano Libero, e ora avrebbero raggiunto in forze Aleppo, nel Nord, per opporsi al nuovo assalto dei ribelli.  I ribelli come si sa sono abbondantemente appoggiati dall’esterno, ma non riceverebbero solo fondi, armi e intelligence, bensì rinforzi in carne ed ossa. Si tratterebbe di una strategia studiata a tavolino che ora culmina con l’Operazione Vulcano in Siria, quella per intenderci che ha portato all’attentato kamikaze che ha decapitato i vertici militari di Damasco.  Thierry Meyssan, giornalista francese d’inchiesta sempre presente nei teatri di guerra, ha infatti denunciato in un suo recente articolo che “40-60000 Contras, soprattutto libici, sono arrivati in pochi giorni nel paese, il più delle volte dal confine giordano. La maggior parte di loro sono aggregati all’esercito libero “siriano”, struttura paravento delle operazioni segrete della NATO, posta sotto il comando turco. Alcuni sono affiliati a gruppi di fanatici, tra cui al-Qaida, posti sotto il comando del Qatar o della fazione della famiglia reale saudita dei Sudeiri. Tra l’altro, hanno preso alcuni posti di frontiera, e poi si sono trasferiti nella capitale, dove hanno seminato confusione attaccando dei bersagli casuali che trovavano: gruppi di poliziotti o militari isolati’’ (Thierry Meyssan, La battaglia di Damasco, Rete Voltaire). Assumendo dunque che Meyssan abbia ragione, e sempre nuovi elementi sembrano spingere per questa ipotesi, e sono anche giunte voci che alla battaglia di Aleppo avrebbero preso parte alcuni battaglioni con le bandiere di Al Qaeda. Bandiere dell’organizzazione del terrore sono state viste anche a Idlib, a conferma quindi che ormai la Siria sta diventando una sorta di “luogo di guerra per procura”, dove migliaia di combattenti provenienti da paesi diversi si incontrano per massacrarsi.

LA BATTAGLIA DI ALEPPO-  Si combatte aspramente ad Aleppo, seconda città per importanza della Siria. I ribelli avevano conquistato il centro cittadino, almeno stando ai loro trionfalistici slogan (sempre mai confermati), ma i lealisti di Assad a partire da ieri hanno cominciato a circondare la città e a lanciare una pesante controffensiva. Dopo Beirut e il Cairo, Aleppo è la terza città del Medio Oriente per numero di cristiani, 300mila su due milioni, a soltanto 60 chilometri dal confine della Turchia che ieri ha chiuso i valichi di frontiera. La tv ufficiale siriana comunque la pensa all’opposto e trasmette video di militari siriani esultanti per essere riusciti a occupare anche Aleppo, chi avrà ragione nella cortina di fumo delle rispettive propagande? Secondo alcuni testimoni presenti ad Aleppo l’esercito avrebbe lanciato un pesante attacco con artiglieria ed elicotteri, ma altre fonti sono certe che i ribelli avrebbero ricevuto nuove armi poco prima battaglia. Da chi? ovviamente da Inghilterra, Usa, Turchia, Israele, Qatar e Arabia Saudita.

GUERRA CIVILE ARABA?- Ma questa Primavera Araba di cui tutti parlano è stata davvero la lotta dei popoli oppressi contro le dittature, oppure è stata una lotta per il potere tutta interna al mondo arabo? Purtroppo tutto lascerebbe optare per la seconda ipotesi. La Siria  governata dal Partito Baath infatti, è l’ultimo Stato laico e nazionalista (patriottismo di “sinistra”) del mondo arabo. Prima c’era anche la Libia di Gheddafi ma le bombe della Nato hanno distrutto lo Stato libico, consegnandolo al Cnt. Non può essere quindi causale che l’altro Stato colpito dalle rivolte, e minacciato di un intervento occidentale, sia guardacaso la Siria del laico Assad. Seconco molti analisti si tratterebbe sostanzialmente di un vero e proprio contrasto tra il panarabismo laico ed il pan-islamismo, un contrasto in cui svolge un ruolo da primo attore la Fratellanza Musulmana, che ricordiamo fu una , creatura dell’imperialismo inglese, fondata da Al-Banna nel 1928. I Fratelli Musulmani hanno sempre fatto magistralmente gli interessi di Usa, Inghilterra e Israele, controllando il mondo arabo e soprattutto contrastando con ogni mezzo i  movimenti di liberazione nazionale.I Fratelli Musulmani infatti si oppongono da sempre alla creazione di Stati nazionali, forti ed indipendenti (come la Siria o come lo fu l’Irak di Saddam), in difesa dalla patria islamica, la Umma. E questo ovviamente fa il gioco dell’Occidente, che utilizza tali contrasti interni al mondo arabo per rafforzarsi. Molti osservatori inoltre hanno visto nella crisi siriana un parallelismo al ricorso ai Contras sul modello della lotta alla guerriglia sandinista in Nicaragua. Insomma in Siria si assisterebbe a una guerra civile tutta interna al mondo arabo con siriani alawiti e fedeli ad Assad, hezbollah e irianiani da una parte, e sunniti, libici, islamici estremisti, e qaedisti reclutati dai servizi britannici, americani e israeliani. L’unica certa di essere sconfitta è la Siria come paese sovrano, con buonapace dell’Occidente.

D.C.

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