Siria. Si continua a combattere nell'ipocrisia dell'Occidente | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Si continua a combattere nell’ipocrisia dell’Occidente

Continua senza esclusione di colpi la guerra in Siria tra lealisti e ribelli. Gli scontri si sono spostati nei sobborghi di Damasco, ma battaglie sarebbero ancora in corso in tutto il Paese. E in tutto questo emerge con nettezza l’ipocrisia dell’Occidente.

Siria fights

Nelle ultime ventiquattro ore sarebbero state 78 le persone rimaste uccise nei pesanti scontri in corso tra esercito siriano e ribelli in tutto il Paese. Scontri molto pesanti sarebbero ancora in corso in tutta la provincia di Damasco, in particolare  nel distretto di Barzeh, nella parte nord della citta’ e a Jobar, a est. Del resto il mese di marzo è stato forse il più sanguinoso dall’inizio della guerra, con più di 6000 persone che hanno perso la vita. Attualmente secondo l’Onu sarebbero più di 70.000 le persone rimaste uccise dall’inizio della rivolta, e almeno un milione e mezzo gli sfollati verso Iraq, Giordania e Turchia. Come se non bastasse Regno Unito, Francia e Stati Uniti hanno deciso di sostenere direttamente i ribelli anche mediante l’addestramento militare, e ormai ciò è stato reso di dominio pubblico dalla stessa Bbc. Inoltre molti capi ribelli hanno dichiarato di non essere disposti per nessun motivo a consegnare le armi e cedere il potere qualora il conflitto dovesse continuare, segno questo che il confine manicheo “buoni-cattivi” proposto dai media occidentali viene continuamente smentito dalla quotidianeità in Siria. La popolazione è divisa, e massacri vengono commessi da entrambe le parti al punto che risulta molto difficile prendere parte in modo netto.

In questo scenario complicato emerge tutta l’ipocrisia dell’Occidente che, se da un lato foraggia con armi e addestratori i ribelli, salafiti ed estremisti islamici compresi, dall’altro tramite l’Unhcr, L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, cerca finanziamenti e offerte per i rifugiati siriani fuggiti in Iraq. Beninteso, si tratta di una causa nobilissima, tuttavia c’è una certa ipocrisia di fondo dal momento che proprio paesi membri delle Nazioni Unite prendono parte nell’armare e addestrare quegli stessi ribelli che, de facto, due anni e mezzo fa hanno dato origine alla guerra civile siriana.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top