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domenica , 24 settembre 2017
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Siria. Si forma un fronte comune delle brigate islamiche

Le brigate islamiche che combattono contro il governo di Damasco hanno annunciato di aver formato un fronte di liberazione forte di oltre 40.000 uomini. Intanto sul terreno si continua a combattere e la guerra con la Turchia è davvero alle porte.

Coloro i quali temevano che la ribellione siriana potesse deragliare verso l’estremismo islamico forse avevano ragione. E’ di oggi la notizia che i principali gruppi islamici combattenti presenti in Siria hanno annunciato la formazione di un fronte di liberazione che conta oltre 40.000 uomini provenienti da i luoghi più svariati, dalla Cecenia fino al Tagikistan, all’Arabia Saudita, al Qatar e alla Libia. Il “Fronte per la liberazione della Siria” annovera tra le altre la brigata Faruq, attiva a Homs, e la Sukur al Sham, di Idlib. Restano fuori alcuni gruppi piu’ estremisti, come al Nusra, affiliata ad al Qaida, e Ahrar al-Sham. Tutto questo avviene proprio nel giorno in cui Ankara ha fatto atterrare un aereo di linea civile della Syrian Airlines con a bordo ben 17 cittadini russi. Secondo le fonti turche nell’aereo ci sarebbero state munizioni russe destinate a Damasco, ma Mosca ha duramente accusato Ankara e quindi la situazione resta complessa e vicina a un punto di rottura.  Intanto dal fronte arrivano notizie di combattimenti tra ribelli ed esercito in diversi quartieri di Aleppo. Secondo quanto riportato dai media siriani l’esercito sarebbe riuscito a impossessarsi si diversi mortai e macchine attrezzate con mitragliatori. Si combatte ancora anche a Rastan e Homs, mentre i sobborghi di Damasco sarebbero ormai controllati saldamente dai checkpoints dell’esercito.

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