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mercoledì , 29 marzo 2017
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Siria. Si prepara l’attacco della Nato?

Dopo le ultime accuse della Casa Bianca ad Assad di voler utilizzare le armi chimiche, e la smentita di Damasco, la sensazione è che la Nato possa accingersi a preparare un’intervento militare in Siria. 

Syria map

Nonostante Damasco abbia affermato a chiare lettere di non aver alcuna intenzione di utilizzare armi chimiche contro il proprio popolo, l’Occidente continua a voler insinuare l’esistenza di tale pericolo, rendendo quindi concreta la possibilità che si stia in realtà cercando un casus belli per porre fine al governo di Assad in Siria. Risulta davvero difficile credere per quale motivo la Siria dovrebbe utilizzare armi chimiche contro il proprio stesso popolo, ben sapendo inoltre che tale gesto sancirebbe la fine di Assad, dal momento che autorizzerebbe un a quel punto giusto, e scontato, intervento della Nato. La Siria non avrebbe alcun motivo strategico per utilizzare le armi chimiche, nè nel proprio territorio, nè altrove, ma qualcuno ha voglia di intorbidire le acque, forse per creare una situazione di tensione capace di far precipitare tutto. Proprio per questo gli Stati Uniti hanno deciso di ammonire il presidente Assad, mettendolo in guardia dall’usare armi chimiche contro i ribelli dopo che era stata fatta circolare la notizia dello spostamento di questi armamenti verso altri siti. A scriverlo era stato il New York Times, che ha anche citato fonti israeliane secondo cui ci sarebbe anche una apparente preparazione all’uso. Lo stesso giornale però avverte che potrebbe trattarsi di un bluff. E anche a noi sembra tale vista la celerità con la quale gli Stati Uniti si sono inseriti nella vicenda parlando di una “linea rossa invalicabile” riguardo agli armamenti chimici. “Assad deve sapere che il mondo sta guardando“, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolinendo che il regime di Damasco “sarà ritenuto responsabile per qualunque sviluppo riguardi l’arsenale chimico presente in Siria”. Carney ha quindi affermato che “Assad deve prendere tutte le misure necessarie per mettere in sicurezza tali armamenti”. Insomma lo scenario che si sta delineando sembra chiaro: i media confezionano la versione “ufficiale” di quanto sta accadendo in Siria, dando voce solo dei massacri perpetrati dall’esercito e tacendo di quelli consumati dai ribelli e dagli estremisti islamici; per il resto invece l’Occidente lavora per creare le condizioni adatte a un’intervento, dal momento che l’esercito di Assad resiste e non sembra poter cedere alla sola opposizione siriana.

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