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mercoledì , 24 maggio 2017
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Siria. Si prepara l’intervento contro Damasco

Continuano senza sosta sul campo gli scontri tra esercito siriano e ribelli con un bilancio di sangue che aumenta di ora in ora. Aumentano le pressioni dell’Occidente, con Francia e Gran Bretagna che spingono per un intervento militare contro Damasco.

SIRIA

La battaglia per la Siria è ancora in alto mare e nessuna delle due forze in campo sembra, almeno nell’immediato, in grado di prevalere sull’altra. L’esercito siriano si prepara a quella che la stampa occidentale ha chiamato “la battaglia finale”, quella per Damasco, la capitale dove si trovano tutti i big shots del governo di Bashar al-Assad. Se dovesse cadere Damasco nelle mani ribelli, per il governo di Assad sarebbe finita, ma l’esercito siriano è ancora in salute, e gran parte della popolazione della capitale non sembra essere molto solidale con i ribelli. Da giorni l’aviazione siriana martella le postazioni ribelli nella periferia della città, ma sono diversi i ribelli che stanno cercando di infiltrarsi per preparare la battaglia. La sensazione comunque è quella che da soli, i ribelli, non siano in grado di piegare la resistenza dell’esercito siriano, che a Damasco controllano ancora gran parte delle caserme, dei carri armati, e dei quartieri.

Oltre 10.000 mercenari: Secondo l’agenzia di stampa ufficiale SANA, attualmente nel territorio siriano sarebbero presenti oltre 10.000 mercenari che avrebbero raggiunto il Paese dal Libano e dalla Turchia foraggiati dal denaro saudita e occidentale.  Sulle cifre non ci sono conferme, ma la presenza di jihdisti provenienti da mezzo mondo è stata confermata. L’esercito siriano ha fatto sapere di aver effettuato diverse operazioni nella campagna di Damasco nella quale sarebbero stati eliminati diversi guerriglieri ribelli, tra i quali alcuni ceceni e altri stranieri.

L’Occidente scalpita- Visto che i ribelli da soli non riescono a cambiare l’inerzia e lo stallo della battaglia sul campo, sembra che i paesi occidentali stiano cercando di accelerare i tempi verso un’intervento militare delle Nazioni Unite. Da qui il gran parlare delle armi chimiche siriane, e le minacce fatte da tutti gli organismi internazionali verso Damasco. Anche la Francia starebbe cercando di spingere per un’intervento militare, come sottolineato dal giornale francese Le Point secondo cui Hollande starebbe preparando segretamente l’aggressione militare della Siria.  Secondo la rivista la Francia agirà in cooperazione con un numero esiguo di nazioni, più o meno come avvenne per la Libia. Le Point ha spiegato come la coalizione anti-Siria comprenderebbe oltre alla Francia anche l’Inghilterra, gli Stati Uniti e ovviamente la Turchia. All’aggressione potrebbe prendere parte anche la Giordania, anche se non si parla di una campagna militare su larga scala ma di alcune operazioni chirurgiche per colpire il governo di Assad e forzarlo alla resa. Per farlo serve un casus belli, che sembra già essere stato individuato nelle armi chimiche, nonostante Damasco abbia smentito in modo categorico di volerle utilizzare.

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