Siria. Si prepara l'invasione Nato. Portaerei Usa a largo delle coste siriane | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Siria. Si prepara l’invasione Nato. Portaerei Usa a largo delle coste siriane

Sembra ormai alle porte l’intervento delle Nazioni Unite in Siria. Secondo le ultime informazioni gli americani avrebbero portato la portaerei Uss Eisenhower nei pressi della costa siriana. E le voci insistenti che accusano Assad di voler utilizzare il gas Sarin, sembrano confermare questa eventualità.

SIROAMMM ARMYS

In Siria si combatte da un anno e mezzo senza sosta, e ormai anche la stampa occidentale ha dovuto ammettere che, infiltrati tra gli oppositori di Assad, vi sono anche migliaia di mercenari e di estremisti di Al Qaeda. Poco importa però, ormai i media hanno investito da troppo tempo sulla sconfitta del governo di Damasco, e quindi anche i massacri compiuti quotidianamente dai ribelli contro civili ed esercito finiscono sullo sfondo. L’esercito siriano però non molla, continua a difendere i centri urbani principali, e a dispetto di quanto sostenuto dal mainstream, controlla ancora la capitale Damasco. Ma allora cosa sta accadendo in Siria al punto da spingere Hillary Clinton a parlare di “ore contate” per Assad?

INTERVENTO NATO ALLE PORTE? Evidentemente i 10.000 mercenari sguinzagliati da Qatar, Turchia, Arabia Saudita etc. in Siria non bastano a piegare l’esercito siriano. Per questo motivo Ankara ha recentemente ottenuto di poter installare, ufficialmente a scopo difensivo, dei missili Patriot della Nato al confine. Il timore è quello di attacchi da parte di Damasco, ma per quale folle motivo la Siria dovrebbe invadere la Turchia quando ancora è alle prese con problemi interni rilevanti? Follia? Miopia tattica? Semplicemente Ankara secondo noi ha portato avanti una strategia di concerto con la Nato per aumentare la pressione su Damasco. Evidentemente questa è una fase critica della battaglia, e quindi anche i media hanno cominciato a martellare con notizie di un imminente crollo del regime, e quindi di un possibile uso, da parte di Assad, delle armi chimiche. Ricordiamo però che due mesi fa un’attentato kamikaze dei ribelli aveva decapitato i vertici militari di Damasco, e anche allora si parlava di un crollo imminente dell’esercito, ma nelle settimane successive i lealisti avrebbero poi ripreso tutte le postazioni perdute, ricacciando indietro i ribelli. Ma c’è di più, sembra che una portaerei americana, la USS Eisenhower, sia stata spostata a pochi chilometri dalle coste occidentali della Siria, costituendo una possibile base di partenza per un’invasione in piena regola della Siria. Inutile dire che gli Usa stanno martellando con la notizia che l’esercito siriano (Fonte Agi) avrebbe già preparato bombe al Sarin da utilizzare sulla popolazione civile. Anche qui non si capisce il senso di una operazione di questo tipo da parte di Assad, anche perchè le armi chimiche non gli servirebbero a nulla dal punto di vista militare, servirebbero solamente a dare un casus belli all’Occidente per intervenire. La portaerei americana sarebbe capace di ospitare oltre 8.000 persone, e tutto sembra pronto a questo punto per chiudere una tenaglia su Assad.

UN PIANO PRECISO- Secondo molti analisti la tattica della Nato sarebbe stata orchestrata da mesi. Al posto che attaccare direttamente, come in Libia, per evitare perdite dal momento che l’esercito siriano dispone di una aviazione molto potente e di un esercito ben armato e numeroso, ecco che si sarebbe optato per il logoramento, lasciando fare il lavoro sul campo a mercenari e integralisti, per poi colpire una volta indebolito il governo e l’esercito. Quel momento sembra essere arrivato, quindi ora sarebbe solo più una questione di tempo…

SUL CAMPO- Secondo testimoni oculari l’esercito avrebbe bombardato pesantemente la parte meridionale della città, dove decine di ribelli si sarebbero infiltrati per provare a portare la guerra sin nelle strade della capitale. Secondo la tv di Stato inoltre continuerebbero gli attentati con bombe un pò in tutta la Siria, che avrebbero sin qui causato la morte di diversi civili innocenti. D’altro canto l’esercito avrebbe eliminato alcuni ribelli a Deraa e Idlib.

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