Turchia e Arabia Saudita avanti in Siria contro ogni logicaTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Siria. Solo l’invasione turco-saudita potrebbe allungare la guerra

Secondo quanto riportato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung gli esperti dei servizi segreti della Germania ritengono che la guerra in Siria sarebbe stata risolta dall’intervento dell’aviazione russa e ora Damasco avrebbe la vittoria assicurata. Riad e Ankara però non vogliono accettare questa realtà e sono pronte a tutto per prolungare la guerra. 

L’intervento russo in Siria ha letteralmente cambiato le carte in tavolo e modificato gli equilibri sul terreno. Non a caso nell’ultimo mese l’esercito siriano è riuscito a riconquistare gran parte dei territori che gli erano stati sottratti dal 2011 a oggi, e soprattutto sembra conservare l’iniziativa militare in tutto il Paese, preludendo a un possibile crollo dei ribelli jihadisti e non su tutto il fronte. Questo ha indotto gli esperti di servizi di sicurezza tedeschi a sostenere con il Frankfurter Allgemeine Zeitung” che l’intervento russo abbia prodotto una “svolta decisiva e irreversibile a favore di Damasco“. Secondo il quotidiano tedesco l’esercito siriano sarebbe ormai in procinto di riconquistare Aleppo, e anche la possibile invasione della Siria da parte di Turchia e Arabia Saudita sarebbe da ritenersi improbabile a dispetto dei proclami di queste ore.  In sostanza ormai l’unico modo per impedire la vittoria sul campo di Assad sarebbe quello di invadere in forze la Siria, fatto questo che non solo rinfocolerebbe la guerra in Siria ma rischia di farla diventare potenzialmente globale. In ogni caso in molti iniziano a chiedersi quanto possa valere la pena continuare una guerra che in cinque anni ha ucciso quasi trecentomila persone (quasi mezzo milione secondo altre fonti), ha distrutto completamente le infrastrutture del Paese e rischia di trascinare il mondo verso la Terza Guerra Mondiale. Alcuni anche negli Usa, vedi Donald Trump, iniziano a mettere in seria discussione l’allineamento americano in Medio Oriente. Per quanto Trump sia ovviamente un candidato pessimo sotto più di un aspetto, in politica estera per paradosso dei paradossi potrebbe persino avere posizioni più moderate rispetto alla Clinton. Non a caso lo stesso Trump ha recentemente accusato in un dibattito Jeb Bush, altro candidato repubblicano, di difendere “gli interessi delle lobby….in Siria, stiamo spendendo miliardi e miliardi di dollari per sostenere persone di cui non abbiamo la più pallida idea di chi siano”(Sputnik).

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Tribuno del Popolo

 

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