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venerdì , 26 maggio 2017
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Siria. Sono giorni decisivi, ribelli sulla difensiva

Solo ieri secondo i consueti bollettini degli attivisti ci sarebbero stati oltre 440 morti e un numero imprecisato di feriti. L’esercito siriano sarebbe riuscito a liberare la città di Daraya da ogni presenza ribelle e a conseguire risultati importanti anche ad Aleppo e Damasco. 

Il bilancio di ieri degli attivisti anti-regime del  coordinamento dei comitati locali è di oltre 440 morti, un bilancio molto pesante che però ha trovato alcune conferme nelle energiche azioni dell’esercito lealista, attivo sia ad Aleppo che a Damasco. In particolare l’esercito fedele ad Assad è riuscito a liberare la cittadina di Daraya da ogni presenza ribelle  e ha duramente colpito anche le periferie di Damasco e Aleppo, eliminando e arrestando un gran numero di ribelli.Se confermato, quello di ieri sarebbe il bilancio più tragico dall’inizio della rivolta in Siria, quasi un anno e mezzo fa. Il giorno più sanguinoso, in precedenza, si era registrato lo scorso 12 luglio, con almeno 287 morti stimati dagli attivisti, la gran parte dei quali, 220, nella strage di Hama (strage attribuita all’esercito ma che in realtà avrebbe visto anche la partecipazione ribelle).Damasco ieri ha deciso di mettere in campo l’aviazione, che ha martellato senza sosta le piazzaforti ribelli a Homs, Hama, Dayr az Azzor, e Aleppo. Ieri, nella sola Idlib, 10 missili lanciati dagli aerei hanno centrato alcuni quartieri della città. Stamani, i morti nei bombardamenti sarebbero già 23. Ma se sul campo la situazione sembra arridere all’esercito di Assad, ci sono alcuni dubbi sulla salute di Maher Assad,  il fratello di Bashar a capo della temuta 4/a Divisione, le truppe corazzate scelte composte all’80% da alawiti, il gruppo religioso cui appartengono gli Assad e l’elite del potere siriano. Secondo alcune voci Maher sarebbe stato ferito il 18 luglio nell’attentato a Damasco che costò la vita al ministro della Difesa, Daud Rajha, ed al cognato di Assad, Assef Shawkat. Russia Today, che in Siria è considerata una emittente filo-regime ha annunciato la scorsa settimana che il fratello del presidente “é morto”, e che il suo cadavere è stato riportato a Damasco da Mosca, dove era stata ricoverato in ospedale. Quel che è certo è che sia Sharaa che Maher non compaiono in pubblico da molto tempo, né si offrono alle telecamere delle pur numerose emittenti statali siriane.

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