Siria. Stati Uniti pensano anche a un "Piano B" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Siria. Stati Uniti pensano anche a un “Piano B”

Qualora le trattative con la Russia per un cessate il fuoco in Siria dovessero fallire, il Segretario di Stato americano John Kerry ha detto al comitato del Senato che gli Usa valuteranno un “piano B”. La sensazione è quindi che se non si troverà un accordo si assisterà in Siria a una nuova, pericolosissima, escalation. 

Da un lato Russia e Usa sembrano essersi avvicinate in Siria negli ultimi giorni, non a caso si è accesa nuovamente una flebile speranza di trovare una qualche soluzione politica a una crisi militare sempre più devastante che ha sin qui ucciso decine e decine di migliaia di persone dal 2011 a oggi. Peccato che a Washington se da un lato affermano di apprezzare gli sforzi di Mosca per trovare una soluzione, dall’altro stiano pensando già a un “Piano B”, come peraltro ha ammesso candidamente il segretario di Stato John Kerry di fronte al comitato del Senato. Insomma se i negoziati dovessero in qualche modo fallire, ecco che gli Usa non hanno alcuna intenzione di occuparsi d’altro e vogliono comunque ottenere i loro obiettivi in Medio Oriente, in un modo o nell’altro. In teoria il cessate il fuoco raggiunto con la Russia, e accettato dal governo siriano di Assad ma non da tutti i “ribelli”, dovrebbe entrare in vigore alla mezzanotte di sabato. Secondo il piano quelli che decideranno di aderire alle condizioni del cessate il fuoco dovranno astenersi dal colpire altre parti in conflitto con qualsiasi tipo di arma, ma ovviamente lo Stato Islamico, Al-Nusra e altri gruppi considerati terroristici dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non verranno inclusi. Non solo, grazie all’accordo aiuti umanitari verranno immediatamente inviati nelle zone del conflitto, ma la sensazione è che ci siano forse interessate alla tregua e altre forze che invece non abbiano alcuna intenzione di deporre le armi. Kerry del resto ha anche ammonito che la situazione in Siria diventerà molto peggiore se i combattimenti continueranno, il che è una affermazione sibillina dato che negli ultimi tre mesi gli attacchi aerei russi hanno consentito a Damasco di riconquistare molto del territorio perduto, avvicinando quindi la fine della guerra. Evidentemente però gli Usa non vogliono che a vincere siano Assad e le forze alleate di Iran e Russia ma bisogna comunque ammettere per correttezza che lo stesso Kerry ha detto chiaramente che senza la cooperazione della Russia difficilmente si sarebbe riusciti a trovare un accordo. Che dunque sia stato un modo estremamente elegante di scaricare alleati imbarazzanti come Arabia Saudita e Turchia che vorrebbero invece spingere per la guerra a tutti i costi? In ogni caso il fatto che Kerry si tenga aperto un “Piano B” indica che le forze coinvolte non hanno ancora rinunciato a perseguire i propri obiettivi specifici in Siria, il che induce ad aspettare ancora un paio di mesi prima di capire se ci sarà una ulteriore escalation o finalmente un processo di pace reale.

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